Il patto voluto da Ciampi



Il 23 luglio 1993 fu firmata dai sindacati e dal governo (presidente del consiglio era Carlo Azeglio Ciampi) il primo accordo quadro di politica dei redditi, con il quale i sindacati si impegnavano a contenere le richieste salariali nell'ambito dell'inflazione programmata entro quell'anno, in modo da recuperare solo il potere d'acquisto dei salari. Se, però, l'inflazione reale fosse stata superiore di un punto a quella programmata, a fine anno ci sarebbe stato «un conguaglio». In pratica si diceva che: «Le parti perseguiranno comportamenti, politiche contrattuali e politiche salariali coerenti con gli obiettivi di inflazione programmata». Si impegnava il governo anche a predisporre un rapporto annuale a maggio di ogni anno sullo stato dell'occupazione. Cgil, Cisl e Uil prevedevano due assetti contrattuali: un contratto nazionale di lavoro di categoria e un secondo livello di contrattazione aziendale o alternativamente territoriale. Le piattaforme contrattuali dovevano essere presentate tre mesi prima della scadenza del rinnovo contrattuale. Il protocollo firmato l'anno prima, nel '92, conteneva invece l'impegno del governo a perseguire una politica tariffaria per i pubblici servizi con l'obiettivo di riduzione dell'inflazione.