Sparatoria nel college, ammazzato il killer
Andrea Visconti
NEW YORK.Un morto e una dozzina di feriti, sei dei quali gravi: questo il bilancio di una sparatoria avvenuta in un college di Montreal, in Canada. Un giovane vestito con un'uniforme militare nera, ieri a metà giornata è entrato al Dawson College, nel cuore di Montreal, e ha iniziato a sparare seminando panico fra i circa diecimila studenti di questa nota università canadese. Il killer è stato ucciso da un proiettile sparato dalla polizia. Secondo alcuni testimoni oculari il giovane armato aveva l'aspetto normale e avrebbe potuto essere studente del college. All'apparenza avevano una ventina d'anni e hanno incominciato a sparare con molta calma.
Una mattinata tranquilla come tante altre al Dawson College dove i corsi della sessione autunnale sono iniziati da pochi giorni. Poco prima delle 13, le diciannove in Italia, un ragazzo in uniforme militare con un soprabito scuro ha varcato il portone dell'università. Si è diretti verso la cafeteria senza che nessuno prestasse particolarmente attenzione a lui, fatta eccezione per l'abbigliamento insolito. Ma nessuno poteva pensare che stesse nascondendo fucili con cui avrebbe fatto fuoco sugli studenti senza un'apparente ragione. La sparatoria ha lasciato scioccato il Canada perchè questo paese, a differenza degli Stati Uniti, non ha una cultura delle armi e gli episodi di violenza ingiustificata sono molto più rari che non negli Usa. Fatti come la strage di Columbine, che avvenne qualche anno fa in Colorado, sono vissuti come episodi di rabbia estrema più vicina alla cultura americana che non a quella canadese. Eppure la violenza armata non è del tutto estranea al Canada. Nel 1989 ci fu un massacro alla Ecole Polytechnique di Montreal quando un uomo armato fece irruzione al Politecnico e uccise quattordici ragazze prima di suicidarsi. In quel caso la strage fu opera di un giovane di venticinque anni che si lasciò alle spalle una lettera di tre pagine nella quale sosteneva che il femminismo gli aveva rovinato la vita.
Ieri telecamere della tivù canadese sono giunte immediatamente al Dawson College mentre la sparatoria era ancora in corso. Hanno mostrato immagini del panico che si è diffuso nei corridoi mentre gli studenti scappavano per mettersi a riparo dalla furia omicida dei giovani armati. «L'ho visto benissimo mentre sparava a raffica», ha detto Michel Boyer, uno studente del college.