Rossini, futuro nel tennis
SAN GENESIO. Per giocare a tennis o a calcetto nel nuovo Centro Sportivo di San Genesio può capitare di trovarsi di fronte Mario Rossini. Si, proprio quel SuperMario che è rimasto nei cuori dei tifosi del Pavia e che per quattro anni ha ubriacato le difese avversarie a suon di dribbling e offerto assist d'oro al suo compagno di squadra Omar Nordi. Da domenica prossima Rossini debutterà nel campionato di 2ª categoria con il San Genesio e gestirà insieme a quattro amici e compagni di squadra della società pavese l'impianto polifunzionale a due passi dal campo sportivo del paese.
«Ci proviamo - spiega Mario Rossini, 36 anni - Per me e per loro è un trampolino di lancio nell'ambito della gestione sportiva. Lavoro qui con questi miei amici e con loro gioco nella squadra in Seconda categoria. Peccato che dopo la vittoria nei play off il San Genesio non sia in Prima... Se lo sarebbe meritato». Scelta di vita, ma anche professionale, fino allo scorso anno quando militava con l'ex capitano del Pavia Luciano Dondo nella Loanesi (Eccellenza ligure) l'ex attaccante azzurro giocava ancora a calcio a tempo pieno: «Non nascondo che ho avuto buone offerte. Quest'estate mi aveva chiamato la Novese, in Eccellenza - racconta SuperMario - Ma ho pensato al mio futuro e c'è quest'opportunità di gestire un centro vicino a casa». Pavia nella vita privata è diventato il punto di riferimento di Rossini: «Sicuramente in questa città ho vissuto i quattro anni più belli della mia carriera calcistica - dichiara l'ex giocatore del Pavia - Due promozioni e mi spiace aver chiuso con la retrocessione dalla C1, cancellata dal ripescaggio da cui la società è poi ripartita con le ottime ultime due stagioni. Dal lodigiano mi sono trasferito qui, vivo a pochi chilometri da Pavia e ora lavoro qui nel centro sportivo di San Genesio». Al «Fortunati» però da qualche tempo Rossini non si vede: «Lo avevo visto in coppa Italia con il Vicenza - risponde l'ex giocatore pavese - Quest'anno so che si sono fatte scelte nuove, ringiovanendo la squadra e sulla carta la strada si annuncia inizialmente più irta di difficoltà. Conoscendo l'ambiente ed il mister credo che ci siano comunque le basi giuste per continuare a far bene». Ex compagni con cui si sente? «Con Dondo ho giocato fino all'anno scorso, ora lui è Pietra Ligure, in Prima categoria, a casa sua. Sono in contatto anche con Zocchi, Gheller, Nordi, Ambrosoni». Cosa si aspetta dalla Seconda categoria? «Non posso nascondermi, ho qualche capello bianco, ma sono sempre io».
Enrico Venni