I timori di "Zuppa alla pavese" «Che sorte per la nostra squadra?»
PAVIA.Da «Zuppa alla pavese», il gruppo di tifosi del Pavia, riceviamo questa lettera. A fianco la risposta del dg Armando Calisti.
Caro presidente,
in questi anni siamo sempre stati al fianco della società e della squadra nei modi che potevamo, ma sempre con grande passione e, ove possibile, presenti anche in numero considerevole.
Questo percorso abbiamo visto che è stato ricco di soddisfazioni, non solo azzurre targate Pavia, ma anche Italia, con due volte la Nazionale Under 21 a calcare il terreno del nostro amatissimo Fortunati. Ma dall'altra si è rivelato irto di difficoltà e di ostacoli ai quali abbiamo assistito e, talvolta, cercando di opporci, prima fra tutte la storia infinita di Pavia-Genoa.
L'occasione della serie B sfumata al Brianteo il giugno scorso è stato un momento molto difficile anche per chi su quelle tribune sperava in un esito diverso almeno nella prestazione dei propri giocatori.
Ci è sembrato che in quell'occasione si sia arrivati all'ultima tappa di un percorso di un anno in cui, per l'ennesima volta, la città non ha saputo rispondere al meglio, tanto per usare un giro di parole.
Quando parliamo di città non intendiamo solo coloro che si siedono allo stadio, ma anche a chi poteva forse, ripetiamo forse, agevolare il tentativo di portare in alto il nome della nostra città, sembrando quasi questo fosse più una colpa che un merito.
Quest'estate la decisione del ridimensionamento ci ha colto di sorpresa, forse perché avevamo in bocca il dolce sapore delle competizioni di alto vertice, oppure perché non volevamo immaginare il ritorno a traguardi meno nobili, seppur legittimi.
In questi giorni ci chiediamo, ci sembra giusto, quale sorte avrà la nostra amata squadra: le uscite verso altri lidi o altri mari sono state molte, ma la formazione più che giovane, appare ancora un cantiere nel quale manca ancora qualche macchinario fondamentale. Il dispiacere maggiore, forse, è vedere che non vi siano stati ulteriori tentativi per sensibilizzare la città, magari con abbonamenti ridotti per i giovani o per chi ha qualche capello bianco in più; ci sembra, ma vorremmo sbagliarci, che l'esperienza stia, ormai, giungendo alla sua conclusione.
In questa stagione, che appare davvero difficile, non mancherà mai il nostro sostegno, tanto che abbiamo già sottoscritto l'abbonamento (era proprio necessaria la giornata azzurra?), ma rimaniamo in ansia per il futuro della società e della nostra squadra.
L'ingresso della vostra famiglia nel Pavia calcio ha coinciso con anni di grandi soddisfazioni e traguardi che mai avremmo potuto immaginare dopo la caduta in Eccellenza, riteniamo che sarebbe un peccato disperdere un simile patrimonio di risultati e cultura sportiva.
Zuppa alla pavese