Reperti da tutelare affiorati in tribunale

Leggo sulla Provincia pavese che sono stati rinvenuti, durante i lavori che stanno interessando gli edifici del tribunale di Pavia, i resti di sepolture, e mi sembra di ricordare che, nello stesso cantiere, anche qualche mese fa erano stati ritrovati altri resti umani.
Spero vivamente che tali scoperte siano dovute al lavoro di archeologi, sotto il diretto controllo della Soprintendenza di Milano, e non delle ruspe del cantiere, perchè altrimenti vorrebbe dire che a Pavia, scusino l'espressione, siamo rimasti culturalmente all'anno zero.
L'area del tribunale si trova all'interno della cerchia urbana romana, quindi significa che, detto brutalmente, scavando in quella zona si ha un'altissima probabilità di ritrovare reperti, e resti di strutture, di epoca classica, longobarda, medievale fino ad arrivare alla stratigrafia attuale. In poche parole là sotto ci sono almeno 2000 anni di storia.
Inoltre va tenuto presente che, oltre alle strutture ed ai reperti, il terreno custodisce anche altre importantissime componenti per ricostruire la vita ed il paesaggio della città nelle varie epoche, come i pollini, che ci forniscono informazioni sulla flora e sul clima, e le stesse ossa, sia umane che animali, dalle quali possiamo conoscere come erano i nostri antenati, cosa mangiavano, quanto vivevano, di cosa si ammalavano e tante altre informazioni.
Si tratta di notizie preziose, che possono essere recuperate solo tramite scavi accurati, programmati, dato che una volta distrutto lo strato, esso non è più recuperabile, in poche parole è un patrimonio non rigenerabile e appartiene a tutti noi.
Inutile aggiungere che, e spero che non si tratti di questo caso, se le scoperte sono dovute alle ruspe del cantiere ormai il danno è fatto, e credo che qualcuno ne dovrà rispondere. Spero quindi, se non è già stato fatto, che la Soprintendenza di Milano, e gli enti locali, in primo luogo il Comune di Pavia, si attivino, come succede in tutte le città normali, per tutelare l'area e promuovere indagini scientifiche prima che sia troppo tardi.
Marco GrassiPavia

Amianto e camion
un paese rovinato

Mezzana R. è un paese dimenticato da Dio. Dove anche i pastori della Chiesa si sono alternati per brevi periodi prima di mettere le ali ai piedi e allontanarsi. Dove gli autoctoni anziani, come nel profondo sud, si raccolgono all'ombra di vetusti fabbricati e tra risa sarcastiche e pittoresche bestemmie ritagliano e cuciono, con salaci pezzature, ritratti paesani. Dove si è sempre combattuto all'ultimo sangue per guadagnare l'amministrazione comunale come fosse il vaso di Pandora e non l'incolta fatica di Sisifo. Dove il querulo dialogare del pollame, tra razzolate e pennute starnazzate, guadagna i timpani del centro, zittito a tratti dallo squillante e acuto canto dell'ultimo gallo. La notte, infine, diventa un altalenante dialogare canino. Ciononostante non è una sonnolenta fattoria, nè un gerontocomio. E' un vero e proprio cantiere che, circondato da profonde voragini ghiaiose, praticate da bramosie edili, richiama, come fossero mosche desiderose di miele, lunghe carovane di mastodontici autocarri che, come i grani di lunghi rosari, al ritmo di un quarto d'ora gli uni dagli altri, ora vuoti ora pieni di centinaia di quintali di sabbia e ghiaia, riempiono, coll'affannato respiro dei motori stressati, la tranquillità del villaggio. Malgrado l'esistenza di strade alternative di accesso all'«Eldorado padano», attesa l'ospitale e accondiscendente silenzio dei locali reggitori del bene pubblico, (a differenza degli altri), quella che attraversa Mezzana è, ovviamente, la più ambita. E pensare che basterebbe puntare i piedi e farli scorrere - come è avvenuto in passato - sull'argine allargato o chiedere alla Provincia di tracciare a nord un percorso di 1.500 metri per evitare agli abitanti di questo borgo apatico l'overdose di gas e di rumore. Ma tutto tace. Nessuno si azzardi a parlare di rovinare i «campi agricoli». La strettezza delle strade esterne, la cui parte più pericolosa corrente sull'argine dalla prima tratta a nord è stata allargata alcuni anni fa sotto la pressione di denunce penali contro i preposti alla manutenzione, nel caso di incrocio con un autocarro diventa un non facile problema. Per fortuna, allo stato, il Dio del traffico ha vigilato. E pensare che in campagna elettorale, dalla Provincia ai Comuni, sono arrivate promesse risolutive. Finite le elezioni i buggerati paesani si sono ritrovati delusi e abulici come l'asino di Buridano. Ragion per cui gli assennati probiviri del contado ritornano a riunirsi in un copioso gruppo, come fosse un termitaio ancora all'ombra si! di un fabbricato, ma dal tetto coperto di vecchie e pericolose lastre di amianto, che sta sfogliando al vento piccoli cristalli (e che l'Usl nel 2000 ha dichiarato pericoloso, con invito alla sostituzione). E, tra il frastuono di un autocarro che va e l'altro che torna, ridono ignari per beata incoscienza delle quotidiane iatture, portate dal meccanico rombare dei grandi autocarri che, vanno divorando il vecchio letto del fiume Po. E li, raccolti in bucoliche dissertazioni, respirano ignari l'asbesto che piove invisibile dall'alto, e che rimpie loro, in rispettoso silenzio, i polmoni di gioiosa polvere d'amianto. L'asbestosi può anche attendere.
Avv. Carlo Dell'AcquaPavia

I costi dell'università
calcolati al meglio

Secondo una classifica pubblicata tempo fa da «La Provincia pavese» risulta che l'Università cittadina vanta di una didattica di qualità misurata sul rapporto docenti-studenti. Lo scrivente non ha mai frequentato l'Università ma data l'esperienza maturata in diversi decenni di lavoro ritiene che detta statistica, matematicamente esatta, sia logicamente errata e che porti ad una falsa valutazione dell'efficienza reale. E' da diverso tempo che sto pensando ad una richiesta al corpo accademico di una pubblicazione di dati reali in modo che sia portata alla conoscenza della cittadinanza, cioè dei finanziatori di maggioranza, come vengono impiegati i fondi che il governo mette a loro disposizione. Anche perchè possano rendersi conto del come li fanno fruttare.
Esiste una facoltà di economia per cui un gruppo di studio per il rilevamento di tutti i parametri può essere facilmente designato, con grande beneficio professionale dei componenti. Ed anche dei colleghi che non ne faranno parte ma ai quali saranno illustrate le conclusioni. Si tratta di rilievi sugli ultimi tre anni del corso, di tutte le spese sostenute e del numero dei laureati sfornati. Solo dei laureati e non dei frequentatori ma anche di chi ha impiegato più anni rispetto al programma. Non deve tenersi conto degli allievi persi durante il percorso perchè rappresentano quello che noi addetti all'industria manifatturiera chiamiamo sfrido di lavorazione se programmati, o scarto di lavorazione se dovuti alla scarsa affidabilità dei mezzi di produzione od alla imperizia degli esecutori. Mi permetto di dare alcune indicazioni in modo molto generico sulla stesura.
Dividere i vari dipartimenti in centri di costo.
Rettorato e servizi generali.
Facoltà con imputazione di tutti i costi necessari per la conduzione delle stesse nella quota parte da esse godute. Es. Professori della sola parte di pertinenza delle stesse. Locali, corrente elettrica, ammortamenti specifici. Quota parte di tutti i servizi generali nelle percentuali usufruite.
Ricerca con particolare riferimento all'obiettivo finale. Il personale addetto sia all'insegnamento che alla ricerca deve essere imputato nella percentuale utilizzata.
Spese accessorie come collegi, mense, ecc. quando al loro finanziamento concorre parzialmente o totalmente l'Università.
Spese per il lustro dell'Università ma che non hanno influenza diretta sulla formazione degli allievi. Congressi compresi nazionali ed internazionali, contatti e gemellaggio con enti stranieri a scopo di sviluppo con il terzo mondo.
Anagrafe dei laureati nelle varie discipline con statistiche dei tempi per trovare un impiego relativo alla specializzazione con suddivisione dopo primo semestre, dopo un anno, dopo il secondo anno. Questa suddivisione è estremamente utile per la valutazione della didattica di qualità da contrapporre al confronto Prof.-studenti. Questa statistica per essere veritiera deve rispondere a diverse valutazioni tra le assunzioni fatte per esami oppure per titoli. In modo particolare servirà a valutare anche l'efficienza ed il costo dei professionisti dell'orientamento.
Tralascio ulteriori dettagli perchè in considerazione del grado di istruzione di chi dovesse prendere in esame la mia proposta avrà sufficienti elementi per giudicare nel caso anche decidere.
Il presente studio deve essere suddiviso tra più laureandi, meglio se in coppia. Ad esempio un'indagine per centro di costo. In finale una coppia elaborerà un consuntivo generale da cui si apprenderà:
1. Quanto costa al contribuente un laureato secondo facoltà.
2. La considerazione che l'Università gode nell'ambito nazionale ed internazionale.
3. La possibilità del ritorno virtuale degli investimenti.
4. I costi degli investimenti per ricerca ed i risultati raggiunti.
5. La percentuale ed i costi dei dipendenti non addetti all'insegnamento ed alla ricerca ma all'infrastruttura, cioè il personale che nell'industria viene classificato come indiretto.
6. Un capitolo particolare deve essere dedicato a tutti i corsi di specializzazione post laurea in quanto solo certi costi possono e devono essere caricati al finanziamento pubblico, mentre i maggiori costi non possono essere a carico della collettività mantenendo questi eterni studenti fino agli anni trenta od oltre. Salvo dimostrare che quanto dal contribuente finanziato abbia un ritorno sociale.
Eugenio AlbericiPavia

San Matteo, una visita
con tanta gentilezza

Vorrei poter ringraziare una giovane dottoressa dell'Istituto di Ematologia dell'ospedale San Matteo di Pavia.
Fui assegnata a lei per una visita ematologica. Non bastano le parole per mettere in risalto l'ottimo trattamento ricevuto. Se fossi una vera poetessa troverei vocaboli adatti, ma cosi mi limito a citarne l'umanità, la benevolenza e lo zelo profuso nei miei confronti, mettendo in evidenza la gentilezza con cui sono stata trattata.
Mi fece una visita completandola con tutti gli esami che il caso richiedeva e, pur essendo molto giovane, come ho già detto, la dottoressa Francesca Montanari è e sarà sempre, un medico di valore eccellente.
Giovanna CerutiPavia