Due muratori da un milione di euro (tutti evasi)
PAVIA. Una famiglia di evasori fiscali. E' stata scoperta dagli uomini della Guardia di finanza di Pavia: complessivamente non avevano dichiarato al fisco circa un milione di euro. Sono titolari di altrettante aziende edilizie. Il padre è V. S., un uomo di 60 anni mentre il figlio, V. G. ha trent'anni. Rischiano una pesante sanzione amministrativa ed una segnalazione all'autorità giudiziaria.
La doppia indagine fiscale degli agenti della Guardia di finanza di Pavia, coordinati dal colonnello Nicola Deodato, è iniziata qualche mese fa. Nel mirino sono finite le aziende edilizie di padre e figlio. I sospetti degli investigatori delle Fiamme gialle sono state subito confermate. In pratica i due non avevano mai presentato la dichiarazione dei redditi. Una prima segnalazione è stata inviata all'autorità giudiziaria. Il magistrato ha firmato un decreto di perquisizione per sequestrare l'eventuale contabilità aziendale ma è stata ritrovata solo una scarsa e frammentaria documentazione fiscale.
Le indagini sono proseguite con l'obiettivo di ricostruire la reale situazione economico-imprenditoriale e cosi è stato scoperto che anche il figlio aveva intrapreso l'identica attività imprenditoriale del padre pur essendo sconosciuto al fisco. Nell'azienda del padre sono stati accertati circa settecentomila euro di elementi di reddito non dichiarati ed Iva evasa per oltre centomila euro. Una scoperta sorprendente. Il figlio, invece, non aveva dichiarato circa trecento mila euro di reddito non dichiarato e quasi cinquemila euro di Iva evasa. Il lavoro della Guardia di finanza ha riguardato anche il controllo del territorio. Sono stati sequestrati 255 Cd e 33 Dvd privi del marchio della Siae e scarpe sportive, giubbotti, pantaloni, maglie con i marchi contraffatti di griffe tra cui Prada, 'D&G" e 'Louis Vuitton". Un giovane di 22 anni è stato denunciato alla procura della repubblica di Pavia.
Vicino al centro commerciale Casamercato di Cava Manara i finanzieri hanno sorpreso un senegalese che stava vendendo ai passanti prodotti di pelletteria contraffatti. (a. a.).