Contratti-beffa, valanga di ricorsi
VOGHERA. Tutti in coda allo sportello della Federconsumatori, stretto in pugno il contratto-beffa del telefono e in corpo la scomoda sensazione di essere stati vittima di una truffa. Solo nella giornata di sabato, almeno cinquanta utenti vogheresi si sono rivolti all'associazione guidata da Mario Spadini per avere chiarimenti sulla procedura da seguire per disdettare l'intesa con il nuovo gestore di telefonia fissa, che era stata stipulata dopo una semplice telefonata a domicilio.
Il nocciolo della questione è tutto qui. Secondo il gestore privato - promotore di una martellante campagna abbonamenti nel Vogherese - basta una telefonata e l'assenso del contraente per considerare perfettamente legale il contratto e il conseguente cambio di utenza, da Telecom a quella privata. Ma la Federconsumatori, che sta patrocinando i ricorsi, contesta su tutta la linea questa interpretazione. «Non c'è alcuna norma del codice civile che prevede quanto sostenuto dal gestore di telefonia - sottolinea il coordinatore provinciale, Mario Spadini - Quanto ho chiesto di farmi vedere questa norma, nessuno si è fatto vivo. Un contratto per essere valido deve essere sottoscritto, nero su bianco, da entrambe le parti. La verità, quindi, è che le compagnie continuano a vendere aria fritta». Il problema vero, insiste Spadini, «è che l'Autority per le telecomunicazioni consente che si intervenga sulle linee degli utenti con una semplice comunicazione da una società all'altra: è sufficiente che il gestore privato chiami Telecom e gli dica che un terzo soggetto ha dato mandato per attivare il nuovo abbonamento, e il gioco è fatto».
Per Federconsumatori, «l'aggressività delle compagnie telefoniche private ormai supera ogni limite. E questo atteggiamento deriva anche e soprattutto dal fatto che per attivare gli abbonamenti i gestori a promoter, per lo più giovani, pagati in base ai contratti attivati: più abbonamenti fanno e più soldi si ritrovano in busta paga. E' ovvio, poi, che i promoter non guardino troppo per il sottile e prendano per buono anche chi risponde 'ni" o persino un no secco. Loro ci provano, qualche volta gli va bene». Chi non si rassegna, sono le decine e decine di vogheresi che si sono visti recapitare bollette che variano da 30 a 100 euro per l'attivazione del nuovo contratto telefonico. Già in un centinaio si sono recati allo sportello della Federconsumatori (aperto presso la Camera del lavoro di via XX Settembre, ogni mercoledi pomeriggio dalle 14,30 alle 18 e ogni sabato mattina dalle 9 alle 12) per avviare le disdette. «Basta - spiega Spadini - un semplice fax alla Telecom con allegata copia della carta d'identità e una diffida alla compagnia privata».