Scienza, premio ad Alberto Angela

PAVIA. Un maestro di divulgazione scientifica, tanto lo ritiene Pavia nel donargli, oggi alle 11 al Teatro Fraschini (seguirà un concerto dei Solisti di Pavia) il premio di divulgazione scientifica 'Città internazionale dei saperi". Lo consegnerà ad Alberto Angela, autore e conduttore televisivo, che da anni calca la scena facendo della scienza raccontata una professione. «Questo premio è un onore e molto significativo - dice - Vengo a Pavia con grande piacere».
Un riconoscimento ad un impegno che dura da anni...
«Sono lusingato, anche perchè è da tempo che lavoro in questo settore e quindi lo ritengo tale. Il mio impegno per la televisione, cominciando da quella svizzera, dura da quasi 20 anni, mentre sullo schermo sono dall'89: prima facevo ricerca sul campo, documentari, sulle tracce dei nostri antenati. Da dieci anni conduco 'Passaggio a nord ovest"».
Non sono molte le persone ad occuparsi di divulgazione scientifica
«Non si può essere improvvisati. Chi fa Tv scientifica deve avere una buona preparazione alle spalle che permetta di capire il valore delle scoperte, essere in grado di metabolizzarle e trasformarle in linguaggio comprensibile a tutti».
E lei ha trovato difficoltà?
«Quando facevo scavi mi accorgevo della mancanza di questa figura di raccordo. Quindi fare divulgazione significa essere preparati e sapere comunicare».
Sono pochi gli studenti che scelgono di studiare scienze...
«Le materie scientifiche sono le più ostiche e hanno un impatto meno gradevole, anche dal punto di vista economico, sul futuro di uno studente. Un laureato in materie scientifiche non viene premiato per il proprio lavoro. Questo soprattutto in Italia, perchè all'estero la laurea scientifica ha un valore diverso. Diciamo che altrove si investe sulla ricerca».
Esiste o c'è ancora spazio per la 'televisione intelligente"?
«Il fatto che in Italia ci sia più di un programma di divulgazione scientifica in prima serata, e che vada bene sotto il profilo degli ascolti, significa che il pubblico non manca e vuole sapere. Quello che noi facciamo è nutrire questa fame di sapere attraverso la divulgazione, sempre più importante per capire il valore di certe scoperte. La Tv non premia molto i programmi scientifici, segue le leggi dell'ascolto. Ma noi cerchiamo di difendere quel prodotto prezioso che è il sapere».