E Vigevano finisce dietro la lavagna
VIGEVANO. Niente scuola, siamo vigevanesi. Un problema che desta più di una preoccupazione. L'abbandono scolastico a Vigevano è superiore a quello delle altre città della provincia e alla media nazionale, per quanto riguarda le persone che hanno tra i 15 e i 52 anni. Le cifre fornite dall'Istat, prodotte dal censimento del 2001, sono allarmanti. A Vigevano l'11,20 per cento della popolazione non termina la scuola dell'obbligo. Non è una novità di questi giorni. Rispetto al censimento del 1991 la situazione è migliorata, ma il dato continua ad essere preoccupante.
Anche perché nel resto d'Italia solo il 10,44 per cento della popolazione non termina la scuola dell'obbligo, mentre la media degli abbandoni nel resto della provincia di Pavia è del 9,60 per cento. Un dato inferiore di un punto circa rispetto a quello nazionale. In provincia la maglia nera dell'istruzione tocca dunque alla città ducale che riafferma cosi un lunga consuetudine, che un tempo era motivata dalla situazione economica. Negli anni in cui l'industria della scarpa era fiorente in città erano erano in molti i ragazzi che decidevano di non proseguire gli studi e di entrare subito in un mondo del lavoro che offriva loro capacità di impiego e di guadagno immediato. Era facile in quella situazione scegliere la strada della fabbrica. Lo stesso Giorgio Bocca bacchettò i vigevanesi dalle colonne dell'Unità accusandoli di avere mille fabbriche e neppure una libreria. Oggi che le mille fabbrice sono scomparse rimane però la scarsa dimestichezza con il mondo dei libri. Il tasso di analfabetismo è di gran lunga inferiore a quello nazionale, 0,7 contro 1,4, mentre gli alfabeti, che non hanno conseguito la licenza elementare, ma sanno leggere e scrivere, sono il 7,8 per cento (in Italia il 9,6). Perfettamente in linea con il resto della nazione è il dato di quanti hanno conseguito la licenza elementare 29,9 a Vigevano contro il resto d'Italia che è 29,4. Lo stesso vale per i laureati, il 6,4 per cento a Vigevano e in Italia. Chi si ferma dopo la terza media è il 30,3 per cento della popolazione, in Italia è il 38, mentre i diplomati sono 24,9, contro il 21.2 del resto dell'Italia. Se questi dati sono falsati dalla presenza di molti anziani e di una popolazione che sta invecchiando sempre più, quelli sull'abbandono, che vedono Vigevano fanalino di coda in provincia, riguardano solo quanti hanno dai 15 ai 52 anni. Il preside della scuola media Robecchi- Besozzi, Lucio Sollima, mette il dato in connessione con le abitudini famigliari. «Ci sono ragazzi che crescono in famiglie che sono in migrazione continua - dice Sollima -, si spostano in continuazione e perdono gli anni di scuola». Chi si occupa in prima persona di queste tematiche è Marco Savini, insegnante responsabile del Centro Territoriale Permanente, l'istituzione che ha fatto seguito alle 150 ore e i cui corsi si tengono alla media Bramante. «Rispetto al 1991 - dice Savini - la situazione è migliorata. E' un discorso che va messo in relazione con un malessere giovanile e con un disagio».
Andrea Ballone