Solana incontra Larijani «Colloquio costruttivo»

ALLA conclusione del loro primo colloquio nella tarda serata di ieri sia il negoziatore iraniano Ali Larijani che Javier Solana, responsabile della politica estra dell'Ue hanno detto che «l'incontro è stato costruttivo» e che un secondo appuntamento è previsto per oggi.
«Abbiamo avuto colloqui buoni e costruttivi e abbiamo fatto progressi in alcune aree», ha detto Larijani alla stampa che attendeva la fine dell'incontro, mentre Cristina Gallach, portavoce di Solana, ha definito i colloqui «positivi». La durata del loro incontro, le poche parole che i due hanno pronunciato alla fine e il fatto che i colloqui vanno avanti, hanno sostenuto le fonti diplomatiche nella capitale austriaca, fanno pensare che qualche cosa si sta muovendo nella direzione giusta e che i timori di un fallimento immediato delle trattative, per ora, si sono allontanati.
A far crescere le preoccupazioni circa i risultati dell'incontro tra Solana e Larijani sono state le voci circolate ieri e provenienti da Washington, secondo le quali l'amministrazione americana non ha gradito le affermazioni di Solana sulla necessità di mettere da parte l'ipotesi delle sanzioni contro l'Iran fin quando sono in corso le trattative diplomatiche. Gli Stati Uniti infatti ancora ieri hanno insistito sulle sanzioni, facendo capire che è già in prepazione la bozza di una risoluzione punitiva nei confronti della Repubblica islamica da approvare alla fine di settembre al Consiglio di sicurezza. A incoraggiare Solana a proseguire è stata invece in primo luogo l'Italia, con Romano Prodi che nel suo incontro dell'altro giorno con Larijani ha messo parecchio peso sul ruolo attribuito a Solana sia dagli europei sia dello stesso gruppo dei «5+1», le cinque potenze del Consiglio di sicurezza, più la Germania, a cui è stato affidato il dossiere nucleare iraniana.
Il giornale iraniana «Hamshahri» non escludeva ieri che dalle trattative tra Solana e Larijani potesse uscire una nuova formula sul problema delle sospensioni dell'uranio nei siti nucleari iraniani, richiesta dalla risoluzione 1696 del Consiglio di sicurezza e ribadita dai «5+1», pena le sanzioni contro l'Iran: «anche la sospensione del piano nucleare potrebbe essere il tema di un nuovo giro dei negoziati», scriveva il giornale iraniano, facendo capire che Solana potrebbe non essere indifferente verso tale ipotesi, dal momento che ritiene «innoportuno» parlare delle sanzioni mentre si parla con l'Iran. Molto dipende però dalla compattezza del fornte degli occidentali nei confronti di Teheran e dalle divisioni che si sono verificate sulla necessità di proseguire i negoziati tra i membri dei «5+1», divisioni su cui contano innanzitutto gli iraniani per guadagnare tempo. (b.z.)