Papà e figlia carbonizzati
CAGLIARI.Sarebbe dovuta tornare dalla mamma, Chiara Coghe, la bambina di 8 anni morta assieme al padre nell'incendio scoppiato la scorsa notte ad Assemini nell'abitazione dell'uomo, ma aveva deciso di passare un'altra notte con il babbo. Poi, verso l'una, i due si sono svegliati circondati dalle fiamme e, non riuscendo a scappare, hanno cercato riparo nel terrazzino al terzo piano, morendo asfissiati, l'uno nelle braccia dell'altro, prima che il fuoco li carbonizzasse. Uno scenario straziante quello che si sono trovati davanti i vigili del fuoco di Cagliari, allertati da alcuni vicini di casa e sopraggiunti all'interno dell'abitazione quando oramai era troppo tardi: i corpi di Anacleto Coghe, pensionato di 65 anni, e di sua figlia Chiara sono stati trovati carbonizzati. Poco prima, a cercare di salvare i due, erano stati alcuni vicini che avevano tentato di sfondare il portone di casa: ma era blindato e i colpi non lo hanno neppure scalfito. Uno di loro ha raccontato di aver sentito urlare la bambina, mentre una donna ha testimoniato d'aver sentito degli scoppi già prima della mezzanotte provenire dall'abitazione, quasi due ore prima l'intervento dei vigili. La tragica vicenda si intreccia con gli interrogativi dei compaesani: la sciagura poteva essere evitata? Forse l'uomo, che soffriva per la fine della relazione con la sua compagna e il distacco dalla figlia, avrebbe potuto reagire con una tempistica diversa? E ancora: dietro al corto circuito potrebbe nascondersi un gesto volontario? Domande ancora senza risposta, alle quali cercano di dare una soluzione gli investigatori dell'arma. Secondo gli inquirenti, a seguito delle perizie eseguite nell'abitazione di via Cagliari, a causare il rogo è stato un corto circuito sviluppatosi al pian terreno, poi propagatosi ai piani superiori della palazzina di tre. I due non avrebbero fatto in tempo a chiedere soccorso e si sarebbero rifugiati nel terrazzino. Aperta un'inchiesta.