DI SINISTRA O DI DESTRA MA SEMPRE CON LA SCHIENA DRITTA


In linea di massima, ritengo che lo spoils system, vale a dire il sistema che consente la scelta di personalità leali nei confronti di un governo che vadano a ricoprire cariche amministrative di rilievo, non debba essere messo in discussione purché sussistano due condizioni. Prima condizione, che le cariche siano poche e di vertice, visibili e quindi facilmente rese responsabili. Seconda condizione, che esistano i requisiti più che minimi della professionalità dei prescelti. In misura variabile, la distribuzione delle spoglie appartiene a chi ha vinto le elezioni un po' in tutti i regimi democratici. Tuttavia, non assolverei il centro-sinistra se approfittasse delle spoglie disponibili pescando nel suo esclusivo sottobosco politico e accampando la giustificazione che la Casa delle Libertà ha fatto lo stesso.
Quando, però le cariche da distribuire riguardano l'informazione radio-televisiva, la mia preoccupazione aumenta e le mie note di cautela si moltiplicano.
Senza entrare nei particolari, non mi pare affatto che gli attuali direttori dei telegiornali e dei giornali radio Rai non siano dei buoni professionisti. Il problema è un altro. Quel che si deve rimproverare loro è che hanno ceduto alle preferenze, se non alle indicazioni e alle censure di chi li aveva nominati, transitando dall'informazione alla propaganda. A questa situazione che, peraltro, viene da molto lontano, non si pone rimedio scegliendo giornalisti professionisti che facciano propaganda di segno inverso. Operando in questo modo, il centro-sinistra finisce per 'sanare" e assolvere i deplorevoli comportamenti della Casa delle Libertà e creare le premesse di un pessimo servizio radiotelevisivo pubblico. A questo punto, il problema sono davvero i nomi e le biografie professionali di coloro che potrebbero essere prescelti.
Negli Usa, sarebbe il Senato a scrutare le biografie e a sottoporre a serrato contraddittorio i prescelti. Non oso suggerire, poiché ne conosco la alta politicizzazione, che la Commissione parlamentare di Vigilanza adempia ad un compito simile. Però, mi piacerebbe molto se il Cda della Rai operasse in piena trasparenza e procedendo alla nomina anche di giornalisti politicamente vicini al centro-sinistra, oppure no, ma noti per la loro autonomia professionale, in una parola, con una schiena molto diritta. Sarebbe una bella lezione che consentirebbe ai nominati di resistere poi alle pressioni, inevitabili, ma pur sempre deprecabili, dei politici.

Gianfranco Pasquino