Croce Rossa, la procura apre un'inchiesta

PAVIA. La Guardia di Finanza acquisisce fascicoli e documentazione, la procura della Repubblica apre un'inchiesta. Da vicenda strettamente contabile, quella della Croce Rossa di Pavia diventa, o meglio rischia di diventare, una storia con profili penali. Il materiale è stato raccolto nei giorni scorsi dalle Fiamme Gialle su richiesta del pubblico ministero Luisa Rossi (oggi in maternità) la quale si sarebbe mossa probabilmente sulla scorta di due elementi.
Ossia, gli esiti della verifica amministrativa e contabile al Comitato provinciale della Croce Rossa e la segnalazione di alcuni fatti anomali da parte dell'ex-direttore del Comitato provinciale, Luigi Bassanese. «Siamo sereni - dice l'attuale presidente del Comitato provinciale, Alberto Piacentini - e, pur convinti che non esista alcun episodio che possa anche solo far pensare a irregolarità con profili penali, abbiamo la massima fiducia nell'autorità giudiziaria».
D'altro canto, almeno da quello che emerge da Palazzo di Giustizia, l'indagine sarebbe nella fase iniziale. E non sarà neppure facile da condurre poiché vanno chiariti prima di tutti gli aspetti contabili e amministrativi. Su questi hanno lavorato gli ispettori del ministero dell'Economia e delle Finanza sintetizzando gli accertamenti sotto questo titolo un po' lungo ma estremanente significativo: «Elenco delle irregolarità e disfunzioni emerse nel corso della verifica amministrativo-contabile eseguita dal 17 ottobre al 15 dicembre 2005 presso il Comitato provinciale della Croce Rossa di Pavia e trasmessa poco prima dell'estate al ministero della Salute, alla presidenza nazionale della Cri, alla direzione provinciale dell'associazione e alla Corte dei Conti. Il Comitato provinciale, con il presidente Piacentini, ha immediatamente «controdedotto» sostenendo la regolarità di tutti gli atti della Cri pavese.
Le irregolarità riscontrate dagli ispettori sono quindici. Elenchiamole sinteticamente: 1) Irregolarità nel contratto in oursourcing; 2) Affidamento illegittimo della fornitura di un software; 3) Illegittima procedura di appalto per la tesoreria; 4) Violazioni in materia di tesoreria unica; 5) Indebito pagamento di una fattura da 10mila euro; 6) Interessi attivi corrisposti in misura inferiore; 7) Irregolarità varie nella procedura di gara per l'acquisto di 4 ambulanze; 8) Carenze nella procedura di acquisto di 4 barelle; 9) Disfunzioni e anomalie nella procedura di acquisizione e/o allestimento di automediche; 10) Anomalie nella dotazione del personale; 11) Irregolarità nella retribuzione al direttore incaricato; 12) Irregolarità nella corresponsione delle competenze accessorie; 13) Anomalie nell'assunzione del personale a tempo determinato; 14) Irregolarità nella procedura di acquisto di automezzi di servizio; 15) Omissioni e irregolarità nella gestione degli automezzi.
Va rilevato che, per quanto riguarda le prime irregolarità - che si riferiscono all'«illegittimo affidamento alla ditta Planet della fornitura di un software e di 10 computer per i Comitati della provincia di Pavia», la procura aveva aperto un'inchiesta che poi si era conclusa con un'archiviazione. Resta invece aperto, sempre in merito ai rapporti con la Planet, un contenzioso con la Croce Rossa, dove la Cri - fa sapere il presidente Piacentini - «ha impugnato una ingiunzione di pagamento» con riferimento alla «fattura n. 111 del 10 settembre 2004 pari a 10mila euro emessa dalla ditta Planet per un corso di formazione».