La metà degli assegni Inps non supera i 500 euro
VENEZIA.In Italia una pensione su 2 non supera la soglia dei 500 euro al mese. E' quanto risulta all'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, la quale però precisa: «Sia chiaro, non stiamo parlando di pensionati in carne ed ossa, bensi delle pensioni erogate agli italiani dall'Inps. Una distinzione molto sottile ma estremamente importante visto che molti pensionati sono titolari di più vitalizi che includono quelli di anzianità, di vecchiaia ma anche quelli sociali, di invalidità e di reversibilità».
«Insomma - rileva la Cgia -, quasi 14 milioni e mezzo di assegni che, per il 48,9% del totale (pari a 7.068.355 pensioni), non superano la soglia dei 500 euro al mese. Non solo. Di questi 7 milioni e 68 mila, quasi 1.800.000 (pari al 12,4% del totale) non sforano addirittura la soglia dei 250 euro al mese».
In merito a questi ultimi importi la Cgia fa riferimento «alle pensioni parzialmente integrate al minimo e con importo cristallizzato. Ovvero, pensioni liquidate al trattamento minimo che, per legge, conservano l'importo in pagamento al momento del superamento dei previsti limiti di reddito».
Secondo l'Ufficio Studi della Cgia, dagli identikit pensionistici erogati dall'istituto nazionale di previdenza sociale, al primo gennaio 2005, emerge un quadro «molto allarmante».
Se da un lato, infatti, la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall'altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, come si è detto, per oltre la metà non si supera di fatto la soglia di povertà.
Tuttavia, l'importo medio mensile erogato dall'Inps ai pensionati italiani è di 654,86 euro. Ma, osserva sempre la Cgia di Mestre, ci sono anche coloro che non si possono proprio lamentare: i 55 mila e 648 titolari di pensioni «d'oro», cioè coloro che prendono più di 3.000 euro al mese e costituiscono una percentuale che non arriva allo 0,39% del totale delle pensioni erogate.
Oltre ai circa 14 milioni e mezzo di pensioni Inps, gli italiani - fa osservare la Cgia - percepiscono altri 8 milioni di vitalizi elargiti da altri istituti come il ministero del Tesoro, l'Inail, il ministero della Difesa, e altri.
«Da ultimo - ricorda Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - non bisogna dimenticare che la spesa pensionistica in Italia incide per quasi i due terzi sulla spesa sociale complessiva. Importo nettamente superiore a quello medio europeo che si stabilizza infatti attorno al 48,5%. Certo - fa notare Bertolussi -, le modalità di conteggio tra paese e paese sono diverse ma rispetto alla Francia (44,1%) e alla Germania (42,2%) la nostra spesa sociale è troppo squilibrata a favore della previdenza. Previdenza che ha dato il bicchiere d'acqua a tutti ma non ha tolto la sete a chi veramente ne ha bisogno».