Mussolini tra pace e guerra: documentario domani a RaiTre

ROMA. «Quando si ha un amico si marcia con lui fino in fondo». È il patto con il diavolo quello che Benito Mussolini pronuncia nel suo discorso a Berlino nel 1937. La sua 'promessa di lealtà" a Hitler porterà l'Italia dritta verso la seconda guerra mondiale. A raccontare gli anni incerti immediatamente precedenti alla tragedia annunciata, è il documentario di Nicola Caracciolo, intitolato 'Mussolini tra pace e guerra", che Raitre trasmetterà domani in prima serata.
Lo storico e giornalista firma per 'La Grande Storia" un'altra ricostruzione di un momento ben preciso del Novecento: i venti di guerra che dal 1936 condurranno al conflitto mondiale passando attraverso la guerra in Spagna, la conferenza per la pace di Monaco e le leggi antisemite pronunciate dal Duce nel 1938. «Mussolini svolge per un breve periodo un ruolo cruciale - spiega Caracciolo - sembra essere lui l'uomo decisivo. A Monaco ottiene un accordo che garantisca la pace, ma durerà pochi mesi, Hitler lo straccerà. E dal Duce in veste di pacificatore si va in breve tempo verso la catastrofe». Nelle immagini raccolte dall'autore c'è un filmato girato in Spagna da Ernest Hemingway sul 'Battaglione Garibaldi", tratto da 'The National Archives" di Washington. A questi reperti inediti del documentario (realizzato con la consulenza storica di Valerio Castronovo e quella musicale di Gianni Borgna) si aggiungono quelli dell'Istituto Luce, i filmati autentici con le voci di Mussolini, Hitler, Chamberlain. E ancora le fotografie che raccontano l'amore del dittatore con Margherita Sarfatti, l'ebrea bella e colta. «L'asse Roma-Berlino e la promessa di fedeltà a Hitler nel 1937 sono il primo passo di una strada verso l'abisso - racconta Caracciolo - A settembre del 1938 c'è il congresso di Norimberga e si comincia a vedere l'imperialismo nazista. Il Führer minaccia la Cecoslovacchia - nel filmato si vede il cerimonione nazista in tutto il suo orrore - inizia la crisi europea». E infatti, una panoramica non solo sull'Italia, ma sull'Europa e sul resto del mondo è quella offerta nel programma storico. «All'enfasi militarista si alterna la paura della guerra - continua l'autore - ci sono dei momenti di speranza dopo la conferenza di pace di Monaco nei quali la gente pensa che non accadrà nulla. Ma quella del '39 è l'ultima estate di pace. L'atmosfera è di tensione. E del resto, già la guerra di Spagna (dove con Nenni, Di Vittorio e Longo si vede la nascita dell'antifascismo) è un'anticipazione della seconda guerra mondiale e di quella civile in Italia».