Pavia, la parola a Torresani
PAVIA. E adesso tocca a lui. Marco Torresani anche nel corso di questa estate è rimasto ai margini del calciomercato, attendendo semplicemente che finisse senza influenzare le mosse della società. Ora che è chiuso, anche se è ancora possibile tesserare i giocatori svincolati, tira le somme ed è pronto ad affrontare il nuovo campionato con due sole punte di ruolo. Peraltro con caratteristiche simili. Come sempre però il tecnico non si piange addosso, rimboccandosi le maniche. Il sostituto di Vincenzo Chianese, passato in extremis al Ravenna, non c'è e allora per sopperire a questa mancanza il trainer potrebbe decidere di cambiare assetto. Come fece lo scorso anno quando, in assenza di un incontrista, per tutta l'andata optò per una mediana inedita composta da Lunardini, Sciaccaluga e La Cagnina. Già domani nella difficile trasferta di Padova dovrebbe puntare su un 4-4-2 meno offensivo del solito.
Con Foglio impiegato come esterno sinistro di centrocampo e Massaro ad affiancare in attacco uno fra Veronese e De Martin.
Torresani, Chianese se n'è andato. E' sollevato o preoccupato?
«E' un sollievo sapere che il mercato è finito perché c'erano alcune situazioni in sospeso che non davano tranquillità alla squadra».
Sia sincero, come sperava che andasse a finire la vicenda Chianese?
«Non avevo preferenze perché nessuna soluzione era ottimale. Se fosse rimasto c'era il rischio che fosse scontento, visto che la società non era disposta a soddisfare le sue richieste economiche. Certo non è l'ideale neanche perdere un titolare come lui».
Quanto peserà la sua assenza?
«Più che altro pesa il fatto di non aver preso un'altra punta. Adesso in rosa ho solo due attaccanti di ruolo, che sono pochi. Però magari poi riusciamo a trovare una soluzione tattica che ci permetta di far passare inosservata la partenza di Chianese».
Sta pensando di passare al 4-5-1?
«Tutto è possibile. Io non mi fossilizzo mai sui moduli».
Chiederà alla società di prendere un altro attaccante svincolato?
«Vediamo. Per ora si parte cosi, poi vedremo».
Ciullo lo vorrebbe?
«In rosa una seconda punta di ruolo come lui non c'è, però al momento non ha senso parlare dei singoli perché non sappiamo neppure se prenderemo ancora qualcuno».
Nel complesso è deluso del mercato?
«No perché avevo messo in preventivo che la società potesse andare incontro a delle difficoltà, volendo cambiare molto e dovendo peraltro cedere prima di poter acquistare. Anche i dirigenti però sanno che l'organico sulla carta non è assortito benissimo, con abbondanza in alcuni ruoli e carenza in altri».
Ora deve recuperare psicologicamente Rossi?
«Non credo. Non penso sia deluso di essere rimasto da noi perché la sua priorità era restare in C1 e c'è riuscito. Lo spazio qui c'è per tutti, sta ad ogni giocatore dimostrare di meritarlo».
Che squadra vedremo a Padova dal punto di vista mentale?
«Non saprei. Non conosco abbastanza la psicologia di questi giocatori, molti dei quali nuovi, per capire come si comporteranno. Però l'incertezza che ha caratterizzato gli ultimi giorni di mercato fa parte del calcio, non è nulla di eccezionale. Solo che magari qualcuno dei giovani non è ancora avvezzo a questo tipo di situazioni».
La preoccupa avere solo quattro elementi esperti in rosa?
«Credo che qualsiasi allenatore nella mia situazione preferirebbe avere qualche giocatore in più che conosca bene la categoria, anche per far crescere i giovani. Se però i ragazzi che sono arrivati dimostreranno di avere personalità, quattro esperti potrebbero essere sufficienti per garantire alla squadra competitività».
Michele Lanati