Giovane gay violentata in Versilia
FIRENZE. Paola ha 30 anni ed è omosessuale. La sua scelta l'ha fatta molto tempo fa. Quello che Paola non ha scelto è stato lo stupro, avvenuto tre giorni dopo Ferragosto. Quello l'hanno scelto i due uomini giovani, alti, probabilmente viareggini, senz'altro italiani che l'hanno aspettata nella pineta della Marina di Torre del Lago, alle spalle di un noto locale gay della Versilia e l'hanno violentata.
Paola ha voluto fare nella sede di Arcigay a Firenze è una denuncia a più facce: parla perchè altri parlino, perchè si vuole scrollare da dosso quello che è successo, perchè si vuole sentire la propria voce quando si deve attraversare un luogo buio e si ha paura. «Ero andata a ballare e verso le due dovevo andare in bagno. - racconta -. Ma alle toilettes c'era la fila cosi ho deciso di andare in pineta e mi sono fatta accompagnare da alcune mie amiche. Loro si sono fermate lontano e io mi sono messa dietro a un cespuglio». E' stata afferrata alle spalle, la bocca chiusa da una mano. Poi la violenza. Paola si divincola e comincia a urlare. I due scappano prima a piedi poi a bordo di un motorino. Nella testa di Paola c'è l'inferno: ricorderà più tardi solo la frase che uno dei due le ha sussurrato in un orecchio: «Stai zitta che adesso tocca a te brutta lesbica». Paola va all'ospedale ma aspetta due ore poi decide di tornare a casa. Chiama il suo ginecologo, che certifica la violenza. Va dai carabinieri, non senza disagio: perchè si tratta non solo di raccontare quello che è successo, ma di dire anche che lei è omosessuale. «Vorrei che venissero presi», dirà alla fine. I carabinieri avviano le indagini: di certo, la prima cosa che salta agli occhi è che questo stupro non è soltanto l'atto di violenza contro la donna ma è un hate - crime, un delitto d'odio. E' stata stuprata una donna con un orientamento sessuale preciso. I due sapevano cosa stavano facendo. Lo volevano fare, tanto che sono arrivati, secondo il racconto di Paola, con il condom. E' stato uno stupro programmato. E quello di Paola è solo l'ultimo episodio di una serie di episodi di violenza contro gli omosessuali a Torre del Lago, meta internazionale del turismo gay. Una settimana prima è toccato ad un'altra omosex, proprio a Torre del Lago. La ragazza è stata aggredita nello stesso modo, ma è riuscita a scappare. Ha fatto denuncia anche lei. E prima di lei, le botte a un cuoco gay, le rapine alle coppie omosex, le violenze ai transessuali.