Palazzo Gallini «sepolto» nel guano
VOGHERA. Il palazzo è monumentale, per carità. Il problema sono i 50 centimetri di cacca che si accumulano sui balconi di palazzo Gallini che si affacciano sui cortili interni. «Guano di piccione», lo definiscono gli esperti di igiene: montagnole di sterco che con il caldo puzzano, nelle quali proliferano parassiti di varia natura che ad ogni bava di vento si disperdono tra le finestre di via Emilia.
La situazione igienica di palazzo Gallini è già stata segnalata all'Asl dai residenti della zona che hanno presentato un esposto. Chiedendo, ovviamente, che qualcuno intervenga per ripulire i balconi letteralmente sommersi di guano di piccione e, magari, vada anche a controllare cosa c'è nei sottotetti dove normalmente i piccioni nidificano creando l'habitat ideale per zecche e parassiti di vario genere. Tanto più che è sempre in vigore un'ordinanza del Comune che impone di bonificre le aree dove nidificano i piccioni. Controllare, già: ma a chi tocca? Palazzo Gallini, dimora storica nel bel mezzo della via Emilia, faceva parte del patrimonio regionale. Faceva: perchè il Pirellone, con quella che è stata definita l'asta del secolo, ha venduto il patrimonio lasciato alla collettività da Carlo Gallini, imprenditore agricolo e benefattore vogherese. Ne ha ricavato qualcosa come 35 milioni di euro ed ha lasciato il palazzo di via Emilia, dimora storica dell'ingegnere-benefattore, al Comune aggiungendo una cospicua donazione per trasformarlo in un poolo museale per la città. Il problema è che il passaggio giuridico non si è ancora definito: palazzo Gallini, cosi, non è più di competenza regionale e non è ancora in carico al Comune. Il risultato si vede accumulato sui balconi degli appartamenti lasciati liberi dagli inquilini sfrattati dopo il passaggio di proprietà.
Sta di fatto che palazzo Gallini è già stato definito 'dimora storica" da una delibera di giunta dello scorso mese di giugno: si tratta del passaggio formale che permette (o meglio: permetterà) al Comune di collegare gli interventi su palazzo Gallini al progetto di asse culturale attrezzato che riunisce il castello visconteo, piazza Duomo e il teatro Sociale. Accedendo tra l'altro ai fondi regionali che permetteranno di restaurare palazzo Gallini per trasformarlo in un polo museale nel quale l'amministrazione vorrebbe raccogliere il patrimonio di dipinti antichi oggi disperso tra sedi lontane e difficilmente accessibili al pubblico. In via Emilia, per riassumere, dovrebbe essere realizzata una pinacoteca in quella che è stata la casa del suo più grande benefattore: Carlo Gallini, ingegnere e proprietario terriero, per 26 anni alla fine dell'Ottocento sindaco di Voghera. Gallini lasciò i suoi beni ad un istituto che doveva occuparsi di formare i giovani agricoltori e migliorare le tecniche agricole. Tra questi, oltre alla scuola agraria che prota il suo nome, anche la palazzina di famiglia all'angolo tra via Emilia e via Bellocchio. Palazzina che, al contrario del partimonio Gallini, l'istituto agricolo regionale Ersaf che ha 'ereditato" i beni Gallini, non ha potuto mettere all'asta. Palazzina, quindi, passata al Comune di Voghera.