Riso Scotti, una squadra da scoprire

MAGHERNO.Gigi Poma si mette persino dietro ai fornelli della pizzeria aperta solo per il primo ritrovo della nuova stagione della Riso Scotti e dà il benvenuto a vecchie e nuove con un risotto alla pasta di salame, alla maniera di Villanterio, senza tanti fronzoli, con qualche piatto di salame nostrano o di pezzetti di grana che gira attorno al tavolo a ferro di cavallo.
Si consuma cosi la prima serata della nuova stagione, tra pochi intimi che poi sono quelli che contano per Poma e per la Riso Scotti. Da una parte le giocatrici, dall'altra lo staff tecnico e quello societario e organizzativo, ovvero il cuore dell'organizzazione che Poma ha portato fino in serie A2. E chi si aspetta qualche boutade scalda ambiente rimane sicuramente deluso: parla da papà o da fratello maggiore il gm che scherza, prende e si fa prendere in giro. Persino quando, prima delle paste e del caffè, prova a innescare la parte seriosa della serata presentando volti vecchi e nuovi, ufficializzando i ruoli e coccolandosi la squadra, gli riesce di star serio troppo a lungo. «Quanto al nostro obiettivo, pensiamo prima di tutto alla salvezza...», dice prima di scoppiare a ridere. «Questo è un buon gruppo, io dico che può andare lontano e che sono contento per tutte le scelte che abbiamo fatto», racconta Poma che poi torna a scherzare con Pellecchia: «Ti ho sognata una delle ultime notti ed eri vestita da suora...».
Il clima è disteso e scherzoso, Poma vuol ricordarsi del suo fido «Benny» Benaglia, collante della società impossibilitato a presenziare nella serata e anche di Serena Malvestito: «La nostra 'nana" sta facendo un gran bene all'europeo». Le facce nuove sono quelle di Dora Horvath, occhioni grandi che provano a cogliere ogni parola cercando di capire meglio l'italiano, concentrandosi sul volley e l'università per vincere la malinconia dopo aver salutato la mamma tornata in Ungheria. Ma pure quello di Anna Koercz, giovane centrale cresciuta e vissuta a San Donà, iscritta a economia aziendale a Ca' Foscari a Venezia e alla sua prima esprienza in A2 e lontano da casa. Quanto a Rossana Spinato, la nuova regista, è quella già ambientata e non solo per le tante squadre girate in nove anni consecutivi di A2, ma soprattutto per l'amicizia solida con Sara Caroli e Stefania Pollastrini, sue compagne di squadra tre anni fa ad Altamura con coach Milano, in un sodalizio che ha avuto il suo facilitato ricongiungimento proprio nella Riso Scotti: «Sara e Stefania me ne avevano parlato benissimo e io stessa mi ero resa conto che fosse un buon ambiente quando mi sono fermata qui qualche giorno dopo la trasferta nell'inverno scorso», racconta la regista di Pordenone. «E' una squadra da scoprire, che dovrà trovare col tempo i suoi punti di riferimento, ma che non potrà vivere di individualità», è la prima riflessione di coach Rosario Braia. «Per questo abbiamo scelto una palleggiatrice completa come Rossana Spinato, capace di giocare sia con le bande che con le centrali. Quanto al campionato, si preannuncia difficile e molto bello. Lo scorso anno c'erano squadre con fior di nomi, ma fatte male. Quest'anno ci sono squadre importanti e fatte bene, molto lunghe, ma anche club ancora in alto mare. Per questo oggi è difficile ipotizzare gli obiettivi per i quali potremo concorrere, di sicuro molto dipenderà da noi». E mentre le «risottine», tutte carine ed eleganti, chiudono la serata chiacchierando in cortile, la mascotte Trillo assicura che «ne vedremo delle belle...».
Fabio Babetto