Sarà un'Italia «sacchiana»

FIRENZE.Inzaghi batte Gilardino sei a tre, nella corsa parallela al posto da centravanti nell'Italia di Donadoni, sabato a Napoli nella prima da campioni del mondo. Ma è soprattutto dalla prova di Cassano e dalla risposta generale degli azzurri che il nuovo ct ha sciolto il primo dubbio della sua gestione. L'Italia può cambiar pelle, e trasformarsi dal camaleonte lippiano in un 4-3-3 duttile e molto pericoloso: «Con lui c'è una ventata d'aria nuova», ha detto parlando del commissario tecnico Inzaghi, rapido come sottoporta a fiutare l'odore di una maglia da titolare dopo un Mondiale passato a mordere il freno in panchina. Ma se i suoi sei gol nel 16-0 nel test con i ragazzi della Settiminianese, contro i tre di Gilardino, rappresentano una misura dello stato di forma, sono soprattutto i 45' giocati da Cassano a fornire spunti sostanziosi all'allenatore azzurro. Il quale vista la prestazione dell'attaccante del Real e valutata la disponibilità mostrata dai Campioni del Mondo, ha fatto l'attesa scelta del modulo: sarà l'Italia che voleva, con tre davanti e un'organizzazione ben definita: «Cassano ha confermato la sua disponibilità, e la sua capacità di trasformare in campo in semplici le cosi incredibili - il giudizio finale di Donadoni - deve acquistare convinzione, rendersi conto che non solo può fare la cosa decisiva in campo, ma deve mettersi a disposizione della squadra». Valutazione sacchiana, in linea con la nuova filosofia e con gli esercizi tattici che il ct ex milanista ha fatto svolgere all'Italia: sarà un'Italia agile e veloce. Poi, nella partitella, è stato un piccolo show personale di Cassano: con quattro assist e due aperture per altrettante occasioni gol, e poi una serie di colpi a effetto. Donadoni ha apprezzato, ma lo ha anche richiamato all'ordine e alla concretezza, nelle due volte in cui la ricerca del fioretto lo ha portato a sbagliare davanti a Buffon, schierato con gli juniores locali. Se la coppia inzaghi-Cassano è a oggi la favorita per scendere in campo contro la Lituania, Donadoni non ha alcuna intenzione di sciogliere i dubbi sulla formazione, tranne quello sull'assetto tattico, il 4-3-3. Resta da decidere se sarà Marchionni, come nel primo tempo di ieri, o Semioli a completare il cosiddetto nuovo «tridente». E' tatticamente un cambiamento radicale rispetto all'Italia mondiale. Non più tre giocatori là davanti in zona offensiva e otto organizzati a supportarli, secondo la formula di Lippi buona per qualsiasi modulo; ma un'organizzazione totale. E soprattutto, una manovra ancor più corale. Per completare il suo disegno, Donadoni ha rivolto una richiesta alla squadra: «Dobbiamo avere lo spirito di una principiante, e affrontare i nostri avversari come se fossero loro e non noi i Campioni del Mondo». L'era Donadoni è davvero cominciata.