«Raccolti sempre a rischio per la prolungata siccità»

PAVIA.«Dobbiamo tener desta l'attenzione della società sul problema acqua, anzi sulla ricchezza acqua». A dichiararlo è Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia, nell'ultimo numero del «Coltivatore Pavese», il giornale edito dalla Federazione provinciale del maggiore sindacato agricolo. «E' necessario che all'ondata di interesse suscitata dalle denunce attraverso i media seguano gli interventi necessari a scongiurare il ripetersi degli eventi siccitosi - continua Ghezzi -. Ormai da qualche anno, ogni estate, l'agricoltura solleva un grido d'aiuto denunciando i malfunzionamenti, gli sprechi, le cattive gestioni. E' giunta l'ora di smettere di inseguire l'emergenza e trovare, insieme, le soluzioni per difendere il bene acqua».
«L'agricoltura non consuma acqua, la usa per l'irrigazione e la restituisce all'ambiente, spesso più pulita di prima», aggiunge Carlo Greco, direttore della Coldiretti di Pavia. «Il sistema di canali che permette la distribuzione dell'acqua sui campi rappresenta un bene per tutta la società, infatti è in grado di sostenere improvvisi e consistenti afflussi idrici in seguito a temporali e piogge torrenziali; i campi spianati possono essere un vaso d'espansione prezioso per evitare gli straripamenti. Il reticolo di navigli e fossati mantiene in vita un ecosistema umido che ha trasformato una zona altrimenti paludosa in un giardino ricco di prodotti di qualità». Nell'articolo che compare sul «Coltivatore Pavese» viene sottolineato come dopo Ferragosto «sono giunti i temporali e come per incanto i giornali, le cronache televisive, hanno abbandonato il problema siccità. Finito in un angolo polveroso come i tormentoni estivi destinati al successo di una stagione». «Come un 'po-popo-popopo", clandestino inno della nazionale campione del mondo, e 'Fibra-Fibra-Fibra" il problema della siccità non 'tira" più - si legge ancora nell'articolo -. L'afa è passata, chi sta in villeggiatura vuole sole e caldo, chi rimane nelle città, la sera, deve ricorrere al lenzuolo o alla copertina e cosi la siccità è dimenticata. Il Po e il Ticino restano al minimo storico (-134 il Po alla Becca e -57,4 il Ticino a Oleggio, lettura del 21 agosto) ma tant'è chi se ne ricorda più?». Una presa di posizione, quella dell'organo ufficiale di Coldiretti, per ricordare che la siccità che ha imperversato per buona parte dell'estate mette a rischio i prossimi raccolti. (s.re.)