Grande Milano, Lacchiarella regala il primo si

LACCHIARELLA. «Ma con la Grande Milano metropolitana che cosa ci guadagnamo? Pagheremo di meno l'acqua e la raccolta rifiuti? Miglioreranno i servizi bus?». A Lacchiarella, come a Binasco, Motta Visconti, Besate e negli altri 135 Comuni della Provincia di Milano candidati a entrare nella progettata Area metropolitana milanese, il grande dibattito in corso tra le istituzioni annega nel bicchier d'acqua della concretezza. «L'amministrazione di Lacchiarella è favorevole al progetto della Grande Milano». Tra i primi 'piccoli" a pronunciarsi è il sindaco Luigi Acerbi. Il primo cittadino, che guida la giunta basata su una lista civica con l'appoggio di tutti i partiti del centrosinistra, ora ha deciso di prendere la parola.
«Dobbiamo ancora capire esattamente i contorni, ma sin d'ora si può dire che sarà un passo fondamentale, se ne sente il bisogno - dice Acerbi - Si tratta di creare un sistema di gestione integrata del territorio, in modo che alcune competenze sparse tra varie istituzioni vengano ricondotte a una sola. E' un'idea di massima che sta maturando. Il progetto della città metropolitana mi sembra quello più avanzato, ma debbono essere cercate convergenze su un progetto codiviso».
Porcari e le tre proposte.
Osserva il consigliere regionale Ds Carlo Porcari: «Ci troviamo di fronte tre proposte diverse: il presidente Formigoni avoca a sè il coordinamento di tutte le politiche, milanesi e lombarde, il sindaco Letizia Moratti propone una legge speciale per Milano e il presidente della Provincia di Milano Penati vuole la città metrolitana prevista dalla Costituzione. Il tema è come governare i processi complessi in atto nella parte più produttiva e densamente abitata del Paese, con problemi di mobilità, inquinamento e sottodotazione infrastrutturale».
«Non c'è dubbio - continua Porcari - che occorra una 'governance" condivisa del territorio e il tavolo che si è aperto con la venuta a Milano del premier Prodi, con il corredo di tutte le istituzioni, deve trovare la forza e la capacità di individuare progetti condivisi. I piccoli Comuni? Da soli sono destinati a perdere qualsiasi funzione e vivere la difficoltà di rispondere ai bisogni crescenti dei cittadini. Anche qui la strada, senza imposizioni, deve essere quella dell'aggregazione su scala più vasta per affrontare i problemi dello sviluppo locale, dei servizi alla persona, delle infrastrutture e delle politiche territoriali».
Formigoni e il pasticcio.
«Un pastrocchio». Il presidente forzista della Regione Roberto Formigoni non apprezza il pacchetto di provvedimenti che il governo sta per varare per quanto riguarda l'istituzione delle aree metropolitane al posto delle Province di Milano, Roma, Torino e forse Napoli. Enti che non cancelleranno gli attuali Comuni, ma a cui verranno conferite le competenze su alcuni temi che necessitano di scala più vasta di quella comunale: urbanistica, ambiente, trattamento dei rifiuti, trasporti, viabilità, autostrade, ambiente, infrastrutture. Quali di preciso, al momento, non si sa ancora: bisogna attendere il testo definitivo».
Penati esulta: si cambia.
Per quanto riguarda Milano, la Provincia dovrebbe essere sciolta entro il 2009. Il presidente Filippo Penati esulta: «E' giusto cambiare, addio alle elezioni provinciali del 2009».
Ma il presidente Formigoni frena: «La modifica deve essere posta in capo alle Regioni. Non sarebbe accettabile che lo Stato avochi a se la decisione. E' peraltro previsto in alcuni progetti di legge presentati in questi anni. Ritorna l'antico tentativo centralista di annullare le specificità regionali. Ma le Regioni fanno le leggi, non si tratta di enti locali». (s. c.)