Urla e minacce alle Poste centrali da un cliente che ha perso la calma
PAVIA. Insulti, urla e tensione ieri mattina all'ufficio postale di piazza della Posta. Tutto a causa di un uomo sulla trentina che, intorno alle 10 del mattino, si è scagliato in modo rabbioso contro gli impiegati e il direttore dell'agenzia. «Colpevoli», a suo dire, di non concedergli un prelievo economico, per il quale, di fatto, non esistevano le condizioni necessarie.
Solo l'immimente arrivo delle forze dell'ordine, dopo alcuni minuti di follia, ha fatto desistere l'uomo dal suo sfogo. Il fatto è dunque avvenuto intorno alle dieci, e si è protratto per circa un quarto d'ora, lasciando perplessi, oltre che intimoriti, clienti e lavoratori presenti a quell'ora nell'ufficio. Protagonista dell'inatteso spettacolo è stato R.N., persona non nuova a simili performance. Anche se, confermano alla Posta, «non si era mai spinto fino a questo livello». L'incomprensione è nata a causa dell'impossibilità di pagare a R.N. una somma di denaro a cui l'uomo sosteneva di avere diritto. Questo il motivo che ha scatenato la raffica di insulti, urlati con rabbia, che non hanno riparmiato niente e nessuno. Si è cominciato con offese personali, quindi uno sfogo pseudo-politico, per concludere con grida generiche contro la burocrazia italiana. Il tutto accompagnato da movimenti inconsulti delle braccia, gesti nervosi e passi rapidi da uno sportello all'altro. Insomma, l'atmosfera non era certo delle più tranquille. Anzi, con il trascorrere dei minuti la tensione è diventata insostenibile, tanto da obbligare gli impiegati a richiedere il giusto intervento delle forze dell'ordine. E proprio pochi secondi prima dell'arrivo della polizia, l'uomo ha salutato tutti e se ne è andato. Forse sospettando qualcosa.
I quattro agenti sopraggiunti, da parte loro, non hanno potuto fare altro che prendere nota del nome dell'uomo. E constatare che si tratta di una vecchia conoscenza della Questura, già altre volte segnalatosi per episodi simili. Fortunatamente, senza mai raggiungere gravi conseguenze. Almeno finora. La questione della sicurezza negli uffici postali, d'altra parte, è un tema che spesso fa discutere. Soprattutto dopo la recente introduzione, in alcune agenzie, del nuovo «layout», vale a dire l'elimazione delle barriere tra impiegato e cliente, e la creazione tra loro di un contatto diretto, senza vetrate o altre protezioni. Salvo, ovviamente, un sistema di videosorveglianza.
Maurizio Dassù, segretario provinciale Slp (Sindacato Lavoratori Poste) non è però troppo convinto della bontà del nuovo sistema: «Secondo l'azienda - dichiara - il nuovo layout dà più sicurezza, però io non sono molto d'accordo, perché penso che il contatto sia eccessivo. Un esempio chiaro si trova in alcuni uffici della provincia e del capoluogo. E' praticamente tutto aperto, senza vetri: c'è soltanto un tavolo, a cui siedono da una parte l'impiegato e dall'altra il cliente. A detta degli esperti postali, in questo modo il lavoro è più sicuro e le rapine diminuiscono. Ma soprattutto per gli uffici isolati, questo non sembra vero. E la prova è che si fatica a trovare qualcuno che voglia lavorare nei paesi. Per questo in alcuni uffici hanno mandato due impiegati, quando in realtà ne serve soltanto uno. Del resto, la prima linea dei lavoratori postali ne subisce davvero di tutti i colori».
Davide Galli