D'Alema: successo oltre ogni aspettativa
ROMA.Molto soddisfatti, «un successo oltre ogni aspettativa». Nel giorno dell'Unione europea il governo italiano incassa un importante risultato diplomatico e politico. E Prodi e D'Alema commentano cosi l'esito della riunione di Bruxelles dove i ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno definito il contributo dei paesi membri alla missione Unifil nel sud del Libano, assegnando al nostro Paese il comando dal marzo 2007, e - da subito - il comando di una «cellula strategica» in ambito Onu.
Ma non è il comando l'unico motivo di soddisazione. Piuttosto la leadership condivisa di un impegno comune dei paesi europei e della Francia. Proprio da Bruxelles, in una conferenza stampa convocata subito dopo la chiusura del vertice, D'Alema sottolinea «il gioco di squadra dell'Europa», spiegando che la partenza delle truppe italiane avverrà «il prima possibile», come del resto la collega israeliana Livni gli aveva chiesto giovedi. Anche Prodi, dalla sua villeggiatura in Maremma, mette l'accento sul concerto europeo, quando fa notare che «la politica italiana per la pace è ora una politica comune a tutta l'Europa», e anche il premier raccomanda che le decisioni del vertice Ue siano «subito rese operative».
Per questo ha convocato per lunedi pomeriggio il consiglio dei ministri: «Da martedi mattina la missione può partire». Una missione su cui la diplomazia italiana ha puntato tutte le sue carte, fin dalla conferenza internazionale voluta proprio dal ministro degli Esteri e dalla collega americana Condoleezza Rice, e ospitata a Roma proprio un mese fa. Poi 30 giorni per prepararla, questa missione, con un lavorio di contatti, viaggi, colloqui, fino alla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. E da ieri scritta nera su bianco su carta intestata dell'Ue, dopo che la freddezza di altri paesi (Francia in testa, ma anche Germania e Regno Unito) sembrava creare al governo italiano difficoltà anche sul fronte politico interno, con critiche che dalla Casa delle Libertà si allargavano anche a settori centristi dell'Unione. Ora i consensi e i riconoscimenti piovono trasversali. Il ministro della Difesa Parisi che si interrogava sul numero degli «scarponi stranieri», dichiara di non aver «mai avuto dubbi». Rutelli rileva che «non sarà una passeggiata», ma anche la possibilità di «reagire in maniera condizionata alle minacce». Il vicepremier prevede «una sostanziale convergenza parlamentare fra maggioranza e opposizione», e parla di «una bella figura dell'Italia, credibile e seria mentre altri hanno oscillavato». E la convergenza arriva. Berlusconi a Rimini, prima delle notizie da Bruxelles, polemizzava sul numero dei nostri soldati da mandare in Libano: «Dovrebbero essere 1000-1200 - ha detto l'ex premier davanti alla platea amica del meeting di Cl - è incredibile un nostro impegno cosi elevato». Ma in serata il coordinatore di Forza Italia conveniva che «in questo contesto non potrà mancare il voto favorevole» del suo partito, anche se restano da vedere le regole d'ingaggio. Orientata sul «si» anche An, i cui vertici hanno espresso soddisfazione per l'esito del vertice europeo. E nella sinistra interna non c'è traccia di dissidenti.
Alberto Giannoni