La Paramount caccia Cruise
WASHINGTON.Hollywood è sotto shock: Tom Cruise ha ricevuto il benservito dalla Paramount. L'attore è stato fatto fuori dallo studio (che per 14 anni ha fatto una montagna di soldi con i suoi film) nel modo più brutale. Il presidente della Viacom Sumner Redstone, proprietaria della Paramount, ha precisato in una intervista che Cruise è stato cacciato perchè «il suo comportamento, negli ultimi tempi, è stato semplicemente inaccettabile». Tom Cruise ha minato la sua popolarità negli ultimi mesi come una serie di bizzarri incidenti che, sommandosi, hanno gettato nuova luce sulla sua personalità raffreddando soprattutto l'entusiasmo del pubblico femminile. Molti associano l'inizio della fine, per la immagine di Tom Cruise, dalla decisione di licenziare la sua portavoce Pat Kingsley, abile PR, per sostituirla con la sorella Lee Anne De Vette, anche lei seguace del culto religioso della Scientologia. E' stato l'inizio del disastro. Cruise ha messo in mostra aspetto sgradevoli della sua personalità in una serie di interviste dove ha attaccato ferocemente la attrice Broke Shields per aver fatto uso di antidepressivi dopo il parto (una pratica proibita dalla Scientologia, che non crede alla psichiatria) e dove ha fatto propaganda al suo culto religioso (invitando un giornalista ad accompagnarlo ad una visita al quartier generale della setta). La sua storia d'amore con la giovane attrice Katie Holmes, giudicata da alcuni una trovata pubblicitaria, ha dato a Cruise il pretesto per lanciarsi in nuovi atteggiamenti bizzarri (come saltare sul divano della conduttrice Tv Oprah Winfrey). La perdita di popolarità di Tom Cruise ha inciso, secondo la Paramount, negli incassi del nuovo film della serie'Mission: Impossible', il terzo della fortunata saga, con un incasso inferiore ai 400 milioni di dollari, inferiore ai primi due. La Paramount era impegnata con Cruise, e con la sua partner Paula Wagner, nel rinnovo di un lucroso contratto che concede all'attore dieci milioni di dollari annuali di fondi da investire in progetti a sua discrezione e prevede massicce percentuali per il divo sugli incassi nei cinema e nelle vendite dei DVD dei film girati per la compagnia. Un portavoce di Cruise, colpito di sorpresa dalla brutalità dell'annuncio di Redstone, è stato lesto a sottolineare che negli ultimi dieci anni il 15 per cento degli incassi della Paramount sono giunti dai film di Cruise e che il 32 per cento degli incassi degli ultimi sei anni della Paramounti giungono dalal stessa fonte. Tredici de film girati da Tom Cruise hanno superato i 100 milioni di incasso (solo Tonm Hanks ha fatto meglio con 14 film) e in totale le sue pellicole hanno rastrellato 2,6 miliardi di dollari sul box-office mondiale. Solo nel giugno scorso la rivista Forbes aveva messo Tom Cruise al primo posto della sua lista annuale dei 100 divi più potenti di Hollywood. Ma la Paramount ha deciso di uccidere questa gallina dalle uova d'oro. E nel modo più spietato. Sarebbe bastato non rinnovare il contratto con l'attore, che era in scadenza. Ma Redstone ha voluto strofinare sale sulla ferita: «Tom Cruise è una brava persona e un fantastico attore - ha spiegato al Wall Street Journal il boss della Viacom - Ma non pensiamo che qualcuno impegnato a suicidarsi in modo creativo e che danneggia gli incassi dello studio dovrebbe continuare a restare tra noi». La vicenda conferma però la determinazione degli studios di Hollywood a non lasciarsi invischiare nei comportamenti dei propri divi come si è visto anche nella decisione della Disney dal prendere le distanze da Mel Gibson protagonista di uno spiacevole incidente che l'ha visto prima guidare ubriaco e quindi abbandonarsi a insulti antisemiti.