Per un contatore il bar va in crisi

PAVIA. A causa di un contenzioso per un conguaglio contestato rischia di vedersi ridurre o 'tagliare" la corrente elettrica, e di chiudere il locale. Si sta trasformando in battaglia legale la vicenda che antepone il titolare del bar 'Gipsy" di Pavia alla stessa Enel, che proprio oggi dovrebbe decidere se intervenire sulla fornitura del cliente. Il barista contesta un conguaglio che non ha potuto controfirmare. Osservazione che proviene anche da utenti non titolari di attività commerciali. Federconsumatori Pavia, investita del problema, si appresta ad avviare un'azione legale. Tutto è iniziato a seguito di un cambio di contatore, operazione che Enel sta effettuando su tutto il territorio lombardo. Si trattava di sostituire quello vecchio con un apparecchio digitale che consentisse la lettura automatica del consumo di energia elettrica, quindi senza visite a domicilio, oppure operazioni di autolettura.
A sostituzione dell'apparecchio avvenuta, il barista si è visto recapitare una comunicazione da Enel. Che recita: «La fattura in oggetto è risultata non corretta a causa di un errore di lettura. La situazione contabile della sua fornitura è stata regolarizzata con l'emissione dell'allegata fattura». Che prevede il pagamento di un conguaglio di 1.349 euro.
«Si configura come abuso di potere», sottolinea Mario Spadini, presidente di Federconsumatori Pavia. Un concetto che viene ben esplicato nella lettera che la stessa Federconsumatori ha inviato a Enel e Autorità per l'energia elettrica e il gas. Lettera che si riferisce alla raccomandata che l'azienda ha inviato al bar 'Gipsy" con la quale preannunciava una «possibile riduzione della potenza a seguito del mancato pagamento di due fatture per un totale di 1.573,76».
«Teniamo prima di tutto a precisare che le due fatture sono state pagate, pur decurtate delle quote improprie di rateizzazione forzata che avete imposto a suo tempo, per effetto di un conguaglio dei 1.349 euro la cui vostra richiesta risale al febbraio 2006 - scrive Federconsumatori a Enel - Tale conguaglio è stato più volte contestato perchè frutto di una lettura non più verificabile a causa di un cambio contatore effettuato senza la controfirma del cliente e di cui manca la prova fotografica». «Abbiamo quindi sempre sostenuto la speciosità di quella richiesta e riaffermiamo l'errore e l'unilateralità di Enel che non può pretendere il pagamento di somme il cui corrispettivo non risulta verificabile dal cliente - prosegue Spadini - Nel caso di specie la posizione di Enel è quindi quella di un soggetto predominante che intende imporre con atti di forza le sue ragioni cassando ogni facoltà di verifica a discapito di chi è costretto a pagare per evitare stacchi di fornitura che, nel caso, impedirebbero anche la possibilità di svolgere l'attività lavorativa. Di qua la nostra scelta di informare la massima carica nazionale dell'Enel e l'Autorità a cui chiediamo di intervenire impedire atti pregiudizievoli». Federconsumatori chiede che «non venga ridotta la potenza fornita all'utente fino a che l'Autorità esprima un parere in merito».
Oggi Enel deciderà il da farsi; i legali di Federconsumatori sono in attesa.