Kojak torna dopo trent'anni ma avrà il volto del nero Rhames
ROMA. Trent'anni dopo torna il tenente Kojak, è sempre calvo ma ha il volto di Ving Rhames, nato nel 1961 ad Harlem: al suo fianco Chazz Palminteri nei panni del capitano Franck McNeil. Insomma il poliziotto newyorkese non mette da parte il lecca lecca in bocca o il cappello fedora, ma questa volta è nero. Il protagonista dice che al celebre personaggio, che non conosce, ha potuto apportare «una differente prospettiva», ovvero quella dei «gruppi oppressi». La nuova serie, che continua le imprese di Telly Savalas che interpretò 190 puntate in cinque stagioni, ma diventa multiculturale, andrà in onda dal 4 settembre, tutti i lunedi alle 21 su Hallmark Channel (canale 136 Sky) per nove episodi. «So pochissimo del vecchio Kojak. E' come quando un attore interpreta Amleto, come Kenneth Branagh, Mel Gibson, Lawrence Olivier», spiega Rhames.
Rhames è vincitore anche di un Golden Globe nel 1998 per la miniserie HBO «Don King: only in America» e noto per l'interpretazione dello spietato spacciatore Marsellus Wallace in «Pulp fiction» e dell'hacker Luther Stickell in «Mission impossible». «L'ambientazione è simile, nel nostro caso c'è sempre una stazione di polizia a New York, ma ogni attore - sostiene - contribuisce con le proprie caratteristiche. Ciò che penso di aver potuto mettere sul tavolo, è il fatto di essere cresciuto dalla parte dei'gruppi oppressi'. Quindi ho potuto apportare una diversa prospettiva. Una prospettiva basata su come erano gli agenti di polizia del mio quartiere. C'erano un sacco di poliziotti sporchi in quel periodo». Quando parti il Kojak con Savalas era il 1973 e lui aveva solo dodici anni: «Quello che accadeva nella serie accadeva anche nel mio quartiere, appena al di là della porta di casa. Di solito c'erano poliziotti bianchi che arrestavano gente nera». Insomma Ving è convinto di «aver dato qualcosa di unico a questo personaggio. Sono cresciuto ad Harlem, insieme ai criminali. Sono cresciuto con gli spacciatori e con persone che adesso o sono in galera o sono morte. Non scuso il loro comportamento, però lo comprendo». Da produttore ha certo contribuito a dare alla nuova serie uno spaccato multiculturale: per prima cosa - dice - si tratta «dell'unico show della tv con un afro-americano come protagonista di una serie drammatica. Secondo: quello che mi sta a fianco è Chazz Palminteri, un italo-americano. Terzo: Rosalyn Sanchez è portoricana-americana».