Furti e spaccio, i cuochi restano in cella
CHIGNOLO PO. Restano in carcere i due cuochi sorpresi dai carabinieri mentre spacciavano droga a Mediglia, vicino a Lodi. I due, un trentenne di Chignolo Po ed un quarantacinquenne di Miradolo Terme, sono anche accusati di aver sottratto generi alimentari all'ospedale Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro. Un classico furto sul posto di lavoro.
Il provvedimento di fermo emesso dai carabinieri è stato convalidato dal giudice del tribunale di Lodi, competente per territorio. La vicenda era iniziata ia sera verso le 22. Una pattuglia dei carabinieri del reparto operativo di Lodi aveva notato un'automobile parcheggiata lungo la strada provinciale 39. La vettura aveva i fari spenti e, nonostante l'oscurità molto fitta, si notavano le sagome di alcune persone che stavano discutendo. I militari si erano insospettiti e si erano avvicinati rapidamente: i passeggeri non avevano fatto in tempo a fuggire. Erano stati bloccati e costretti ad uscire dalla vettura. Si trattava dei cuochi pavesi e di un loro amico marocchino. «Cosa state facendo?», avevano chiesto i militari ai tre. I passeggeri dell'auto, visibilmente nervosi per l'inatteso controllo, avevano cercato di giustificare la loro presenza ma le loro dichiarazioni non avevano convinto i militari. Era cosi scattata la perquisizione all'interno della vettura ed i sospetti dei militari erano stati confermati. Nascosti all'interno dell'auto, c'erano venti grammi di cocaina, 80 grammi di sostanza da taglio e circa duemila euro in contanti. Gli investigatori avevano subito sospettato che il denaro fosse il ricavato dello spaccio che, sempre secondo l'accusa, avveniva in un campo poco distante. A questo punto era scattata anche la perquisizione personale ma addosso ai tre non era stato trovato nulla di compromettente. Il terzetto era stato accompagnato in caserma dove era iniziato un primo interrogatorio informale. La parte più curiosa della vicenda doveva ancora arrivare. I due cuochi avevano infatti spiegato di lavorare nelle cucine dell'ospedale psichiatrico di San Colombano a pochi chilometri da casa. E non avevano precedenti con la giustizia. Ma era anche scattata una perquisizione domiciliare a Chignolo ed a Miradolo. Nelle loro residenze non era stata trovata ombra di droga ma solo un discreto quantitativo di confezioni di tonno, pasta e prosciutto che, probabilmente, erano state rubate dai magazzini dell'ospedale. Tutta la merce è stata sequestrata e dovrà essere restituita ai responsabili del Fatebenefratelli. Le indagini, intanto, sono tutt'altro che concluse. (a. a.)