Madame Gennet è ospite di un Cpt

AGRIGENTO.E' ancora incerto il futuro di Ganat Tewelde Barhe, 33 anni, meglio conosciuta come Madame Gennet, la «regina degli schiavi» scarcerata sabato scorso ad Agrigento grazie all'indulto. Nei confronti della donna di origine eritrea pende un decreto di espulsione che non è stato reso esecutivo perchè il suo difensore, l'avvocato agrigentino Franco Gibilaro, è in procinto di impugnarlo. Madame Gennet, che doveva scontare ancora due anni e otto mesi dopo essere stata condannata dal tribunale di Agrigento a oltre 5 anni di reclusione nell'ambito delle indagini sull'organizzazione che gestisce il traffico di clandestini, è ospitata in un centro dal quale non si può allontanare. Le sue vittime la descrivevano come una «donna dagli occhi di ghiaccio e senza scrupoli». L'eritrea fu accusata di gestire il traffico di immigrati in partenza dalla Libia, in particolare dal porto di Al Zuwarah, lo stesso da cui, secondo le testimonianze dei sopravvissuti alla strage nella notte tra venerdi e sabato scorsi, è partito il barcone che si è ribaltato a sud di Lampedusa provocando la morte di 10 persone e almeno 40 dispersi. «La mia assistita - dice l'avvocato Gibilaro - non è la regina degli sbarchi clandestini, prova ne sia che gli sbarchi sono addirittura aumentati dopo il suo arresto. Era un anello di congiunzione tra chi deteneva il potere dell'organizzazione e chi chiedeva solo di salpare verso la Sicilia».