L'efficienza di chi lavora a Ferragosto
PAVIA. Installare la linea Adsl. Rinnovare il passaporto. Attivare la carta di credito. Questi, e altri, i servizi erogati dagli uffici pubblici e privati di Pavia. Ma alla metà di agosto, in che modo procedono le attività cittadine? Tutte sospese o qualcuno che lavora è rimasto? Istintivamente, verrebbe da pensare che non sia questo il periodo migliore per avere un servizio. Del resto, i negozi in città sono quasi tutti chiusi. E anche per gli uffici, forse, la situazione è la stessa. O forse no. In ogni caso, esiste un solo modo per scoprirlo: prendere il telefono e chiamare.
Cominciamo con internet. Volendo installare l' Adsl Fastweb, chiamiamo il numero verde dell'azienda. Risponde una ragazza molto gentile, che ci spiega che per l'installazione deve verificare che si abbia la copertura. Le diamo un indirizzo, e cosi scopriamo che è tutto a posto, la copertura c'è. La ragazza ci propone allora una serie di offerte in cui ci perdiamo. Dobbiamo solo dire un si, e in un attimo manderanno un tecnico. Insomma, una meraviglia. Secondo tentativo: rinnoviamo il passaporto. Chiamiamo il centralino della Questura, che ci collega subito con l'ufficio di competenza. Comunichiamo la richiesta e ci viene risposto che è semplicissimo: si deve andare in Questura con il vecchio passaporto, compilare un modulo e il gioco è fatto. Ringraziamo: passeremo appena possibile.
Tocca alle Poste. Abbiamo deciso di fare la carta prepagata «poste pay». Ma come si fa? Chiamiamo il centralino (0382.392211), e ci viene spiegato tutto in un attimo: basta andare in un qualsiasi ufficio postale della città, compilare un modulo, pagare 5 euro di attivazione, e la carta ci viene rilasciata al momento. «Ma proprio al momento?». «Certo, proprio al momento!». Ringraziamo e chiudiamo la telefonata. Ma sul tema delle prepagate, vogliamo approfondire. Chiamiamo la filiale della banca San Paolo Imidi via Rismondo: «Ci scusi, cosa dobbiamo fare per avere la vostra carta prepagata?». «E' facilissimo - ci dicono -. Deve venire in banca, compilare un modulo, fare una firma e noi le diamo subito la carta». Fantastico. Anche qui dobbiamo solo complimentarci per la sollecitudine.
A questo punto, non mi resta che rischiare: chiamiamo il call center di Trenitalia. Decidiamo di fare la parte del giornalista (per questa volta) e chiediamo informazioni sugli sconti riservati alla categoria. L'operatrice, anche qui molto gentile, ci spiega tutto: si va in stazione, si richiedeno e si compilano dei moduli. E dopo qualche tempo ci verrà recapitata a casa la tessera personale che ci darà diritto ad alcuni sconti. «Grazie per le informazioni e arrivarderci». Anche gli uffici di Trenitalia, dunque, non creano problemi.
Motorizzazione civile: abbiamo bisogno della nuova targa per viaggiare in due sul «cinquantino». Chiediamo informazioni sulla procedura per averla. Dopo alcuni passaggi di linea, mi risponde un uomo che ci dice tutto: per prima cosa, dobbiamo controllare che il motorino sia omologato al doppio passeggero. Se ci serve aiuto, con i dati del libretto di circolazione controlleranno loro direttamente per telefono. Molto bene, situazione tranquilla anche da queste parti.
Ultima prova: il call center del Festival dei saperi. Ci risponde una voce maschile: chiediamo lumi sulla conferenza di Arturo Carlo Quintavalle. Dall'altra parte c'è un po' di sconcerto. L'uomo sfoglia il programma alla ricerca della conferenza, ma niente, non si trova. Mi dice di attendere in linea. Parte una musichetta, poi veniamo messi in contatto con una voce femminile gentile e spigliata: la conferenza si terrà il 7 settembre dalle ore 17 alle ore 20, nella basilica di San Michele. «Grazie mille, non mancheremo».
Davide Galli