Grande Serravalle, Poma frena

PAVIA. Grande Serravalle, Vittorio Poma frena. Sul futuro della società dell'autostrada A7 Milano-Genova (controllata al 50% dalla Provincia di Milano), si profila una lite tra il presidente forzista della Provincia di Pavia e il collega diessino alla guida di Milano Filippo Penati. E sulla questione emerge una leggera differenza di vedute con Silvio Beretta, consigliere di Piazza Italia nella Serravalle. Poma dice che ogni decisione spetta alla Regione e la Serravalle farebbe bene a usare i soldi per fare le migliorie alla rete prima di pensare a investire in acquisizioni finanziarie. L'ex-presidente della Provincia di Pavia Silvio Beretta, pure forzista, invece, appare più possibilista nei confronti della strategia di Penati. «Comprendo - esordisce Poma - le ragioni che spingono la Provincia di Milano a fare assumere un ruolo rilevante alla Milano Serravalle nell'ambito delle società autostradali».
«E' un disegno - continua Poma - che ha origine nella decisione dell'amministrazione Penati di investire oltre 200 milioni di euro per acquisire il pacchetto di controllo della stessa Milano Serravalle. E' evidente quindi che la Provincia di Milano intende candidarsi al ruolo di protagonista nella gestione e nel potenziamento della rete infrastrutturale strategica».
«Deve essere ben chiaro, però - continua Poma - che, proprio perchè tutti invocano la separazione di competenze tra concedente e concessionario, in capo al concedente, cioè la Regione Lombardia, restano le decisioni sugli interventi da affettuare e sulla programmazione della rete regionale. E ricordiamoci che la Broni-Pavia-Mortara è stata decisa dalla Regione. Il progetto ambizioso della Provincia di Milano non può e non deve rappresentare un rallentamento degli impegni assunti in sede di concessione, impegni rispetto ai quali lo stesso cronoprogramma aziendale ha segnato il passo negli ultimi anni».
«E' vero - dice ancora Poma - che la Milano Serravalle ha una capacità di indebitamento di almeno 500 milioni di euro, ma prima di buttarsi su acquisizioni societarie occorre interrogarsi sul bisogno di completare la rete anche con infrastrutture collegate. Penso per esempio all'intermodalità e alla logistica su cui al momento non sappiamo ancora quali siano i programmi di Milano Serravalle. Da ultimo, non vorrei che i soci pubblici minori venissero stritolati da operazioni societarie di grande impatto, finendo cosi per frustrare le aspettative del territorio».
Ed eccoci a Beretta. «E' auspicabile - dice - che si arrivi alla creazione di un ente concedente regionale, una sorta di Anas lombardo, e che quindi tutto il percorso autorizzativo e concessorio nasca, cresca e si esaurisca all'interno della Regione. Questo rientra in quanto è stato prefigurato dalla legge regionale del 2001. Il disegno perseguito dalla Provincia di Milano sembra invece quello di far si che la Milano Serravalle diventi il cuore e lo snodo dell'infrastrutturazione autostradale lombarda. I due disegni, secondo me, non sono affatto alternativi. In questo caso va risolto il problema del rapporto Regioni- Stato».
«Trovo molto apprezzabile - continua il consigliere della Milano Serravalle ed ex-presidente della Provincia di Pavia - che si distingua tra il concedente Anas e i vari concessionari Autostrade per l'Italia, Gavio e Milano Serravalle e che la Regione Lombardia (o le Regioni) rivestano, nel sistema della viabilità settentrionale, lo stesso ruolo svolto dallo Stato. Già nella legge regionale che ha portato allo sviluppo dei due progetti per le future nuove autostrade Cremona-Mantova e Broni-Pavia-Mortara sono impliciti la possibilità e l'auspicio che la Regione Lombardia venga ad assumere il ruolo che lo Stato ha nei confronti delle varie concessionarie. Per quanto riguarda la Broni-Pavia-Mortara, intanto, si vedrà ad ottobre chi vincerà la gara per il promotore. Sono, pertanto, favorevole alle ipotesi di far si che il sistema autostradale lombardo sia concessionario nei confronti di un concedente che sarebbe la Regione attraverso Infrastrutture Lombarde. Si tratterebbe di un'utile semplificazione: concendenti e concessionari entrambi a livello regionale». La creazione della Grande Serravalle è uno dei punti chiave nella strategia di Penati, in rotta di collisione con il governatore Roberto Formigoni.