Hezbollah: il disarmo è un affare interno

BEIRUT.Messe da parte le armi,il movimento sciita Hezbollah sta conducendo una doppia offensiva: da un lato politica, per riaffermare che la questione del disarmo dei suoi guerriglieri «è un affare interno», e dall'altro sociale, per assistere un esercito di sfollati rimasti senza tetto. I maggiori esponenti del ‘Partito di Dio' - che ha due ministri nel governo - continuano a ripetere che il loro gruppo intende rispettare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza ma affermano che di consegnare le armi per il momento non se ne parla neanche.
«C'è chi tenta di sollevare questioni che non dovrebbero essere affrontate in questo momento», cioè il disarmo, e «ignorano l'occupazione israeliana della nostra terra», ha detto il parlamentare di Hezbollah, Ali Ammar. Ha aggiunto un suo collega, il deputato Hussein Hajj Hassan: «La questione delle armi è un affare interno che dovrebbe essere discusso tra libanesi».
Hajj Hassan ha parlato anche dei fondi di cui Hezbollah dispone. «Che c'è di sbagliato - ha detto - nel ricevere denaro da Iran, Arabia Saudita, Kuwait o da qualsiasi altro Paese? fino a quando gli aiuti arrivano senza condizioni politiche». Teheran avrebbe già fatto avere 150 milioni di dollari al Partito di Dio come contributo per la sua attività a favore degli sfollati.