Di Bella, la giusta adrenalina

PAVIA. L'enfant du pay è instancabile, dentro e fuori dal campo e, cosi, prima di andare a nanna, risponde alle nostre e-mail. E' il modo con cui riusciamo a parlare quotidianamente con Fabio Di Bella, da un capo all'altro del mondo, dal momento che domattina il nostro uomo, contro la Cina alle 12.30 ora italiana, esordirà ufficialmente ai Mondiali di basket che si disputano in Giappone. Di Bella ci affresca un clan azzurro sereno, adrenalinico quanto umile, curioso e desideroso di stupire. E, in questo gruppo, ogni giorno che passa il Dibo è sempre più punto di riferimento.
«Siamo avanti di sette ore in più rispetto all'Italia, ma l'adrenalina è talmente tanta che non si fa caso al fuso orario», racconta Fabio Di Bella, confermando che, a parte la gara contro la Turchia giocata poche ore dopo l'arrivo degli azzurri a Seoul in Corea del Sud, il jat-lag è stato metabolizzato. «E poi è già passata una settimana da quando siamo arrivati in Asia», aggiunge il Dibo che racconta l'impatto con il clima meteorologico prima in Corea, poi in Giappone. «A Seoul siamo arrivati il 10 agosto e li faceva veramente caldo, il caldo tipico delle grandi metropoli, ancor più evidenziato dallo sbalzo termico continuo con l'aria condizionata dei posti chiusi». Il Dibo riavvolge il nastro della prima settimana asiatica e ricorda gli ultimi due incontri premondiali: «Abbiamo perso la prima partita con la Turchia, ma credo probabilmente più per problemi di stanchezza che per altro. Poi siamo riusciti a battere la squadra di casa nettamente il giorno dopo. E' incredibile l'entusiasmo del pubblico coreano, sempre pronto a far festa sulle tribune per qualsiasi azione di ogni squadra». Da domani, però, si fa sul serio: l'Italia debutta al mondiale affrontando la Cina e Fabio Di Bella ci riporta gli umori e la tensione del clan azzurro: «Ora siamo a Sapporo dove siamo giunti tre giorni fa. Finalmente si respira la vera aria del Mondiale. E' giunto il momento in cui tutti i sacrifici compiuti da settanta giorni a questa parte devono ora essere ricompensati. Il clima del nostro gruppo non è certo di particolare agitazione, anzi, piuttosto di eccitazione, non di paura, ma di curiosità». Le giornate della squadra del ct Carlo Recalcati scivolano via veloci: «La necessità principale è quella di accostare ad allenamenti molto intensi, preziose ore di riposo e recupero». Coach Recalcati sta facendo studiare agli azzurri gli avversari di questo girone eliminatorio: «Siamo tutti consapevoli del fatto che sarà molto dura, che giocheremo contro squadre molto forti, diverse tra loro per qualità e caratteristiche tecniche e fisiche, ma ci siamo allenati tanto proprio per questo». Domani la Cina, domenica la Slovenia, poi il giorno di riposo, quindi, Senegal, Stati Uniti e Portorico nei tre giorni successivi: solo l'ultima va a casa, le altre si giocano tutto ad eliminazione diretta dagli ottavi di finale a Saitama. Ma il Dibo ora non ci pensa e scherza col compagno di stanza, Michelori: «Si, sono ancora in camera col 'Miche": è ormai la coppia che dura di più».
Fabio Babetto