Tutti in coda dopo la gita...

VOGHERA. Due ore per 60 chilometri: coda costante e media meno che ciclistica per scendere dal Brallo a Voghera nella sera del rientro dalla gita fuori porta. E' l'altra faccia del Ferragosto di chi è rimasto a casa ma non ha riunciato alla scampagnata.
Altro che abbassare i limiti di velocità per aumentare la sicurezza. Perfino il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, che ha avanzato la proposta, ieri sera avrebbe avuto qualcosa da dire scendendo a 30 all'ora lungo la valle Staffora. Se al mattino le partenze per la scampagnata di Ferragosto si sono scaglionate (relativamente) e per arrivare al passo del Brallo da Voghera un'ora e mezza era sufficiente, dal primo pomeriggio in poi la strada si è trasformata in un unico serpentone d'auto. Ferme o quasi. Il momento peggiore, attorno alle sette di sera: chi ha raccolto armi e bagagli alle sei per arrivare a casa per cena ha finito per imbottigliarsi pochi minuti dopo aver acceso il motore. C'è da dire che non è andata meglio a chi ha aspettato la sera: chi è partito alle 21, non ha raggiunto Voghera prima delle dieci e mezza. E anche i semafori 'intelligenti", quelli con il laser che calcola la velocità delle auto in arrivo e scatta sul rosso se è eccessiva, hanno fatto la loro parte. E' vero che rallentano il traffico in attraversamento dei centri abitati: ma nei giorni di maggior traffico (basta una domenica di sole, non è necessario aspettare il prossimo Ferragosto) trasformano le code in una sorta di 'fisarmonica" che si sgrana e si ricompatta tra un semaforo e l'altro. Senza contare che fra turisti disattenti e locali consci che al semaforo non corrisponde normalmente nessn grande incrocio, bastava fermarsi cinque minuti nei pressi di un semaforo laser per contare decine di auto passate con un bel rosso pieno. E c'è anche da dire che non è andata meglio una volta raggiunta la pianura: ultime code verso Pavia si sono risolte solo verso le dieci di sera.