E Torresani aspetta i rinforzi
PAVIA. Sta per partire la sua nona avventura consecutiva sulla panchina del Pavia. Sabato, nell'incontro di Coppa Italia Tim contro il Pescara, Marco Torresani la inaugurerà ufficialmente. Anche stavolta, come spesso accaduto negli ultimi anni, la squadra si presenta al via con numerose incognite dalle quali dipenderà l'esito del campionato. Al momento il giudizio è sospeso, stretto tra le indicazioni incoraggianti finora emerse e le numerose insidie del cammino che la attende. Lo stesso tecnico non si sbilancia. E' soddisfatto di quanto fatto finora dal gruppo, che sta procedendo regolare sulla tabella di marcia e ha già trovato una propria fisionomia. Non si sente però di dare adito a facili entusiasmi. La base su cui lavorare sembra buona, ma è troppo presto per poter capire quanto valga davvero questa squadra. Anche perché l'organico non è ancora completo. Per ammissione dello stesso trainer, entro il 31 agosto potrebbero arrivare ancora un paio di giocatori.
Torresani, come è andato il ritiro?
«Bene. Nessuno si è fatto male. L'unico infortunio serio è quello di Battaglia, ma risale alla scorsa stagione».
Che idea si è fatto della nuova squadra?
«Abbastanza positiva. In campo ho visto grosso modo quello che mi aspettavo. Abbiamo un gruppo giovane ma propositivo. Attendo di verificare la resa in campionato».
C'è un giocatore fra i nuovi che l'ha sorpresa?
«Sono ancora nel pieno della fase conoscitiva e prima di esprimere un giudizio devo attendere che raggiungano tutti il medesimo livello di condizione. Però una delle note più liete è Valdifiori».
In cosa l'ha colpita?
«E' un centrocampista duttile. Sa giocare in mezzo o in fascia, permettendoci anche di avere più soluzioni tattiche. Con lui in campo possiamo utilizzare anche il 4-3-1-2, con Massaro dietro le punte».
Ma il modulo base resta il 4-4-2?
«Si, anche se valuterò di volta in volta in base ai giocatori che ho a disposizione e agli avversari che affrontiamo. Per ora mi sento solo di affermare che la difesa a quattro è un punto fermo».
Che Pavia vedremo sabato col Pescara?
«Questa gara ci serve per migliorare la condizione e l'intesa fra i vari giocatori. Per una squadra giovane partire bene e qualificarsi potrebbe essere importante. Se però dovessimo uscire non sarebbe un dramma».
Si aspetta ancora qualcosa dal mercato?
«Si. In attacco, se resta Chianese, siamo a posto. Negli altri due reparti invece potrebbe servire ancora qualcosa. Non è detto però che arrivi perché l'acquisto di un giocatore è come sempre subordinato a una cessione».
Questo Pavia a quale assomiglia dei precedenti?
«A quello di due anni fa. Anche allora avevamo tanti giovani. E poi era una squadra a cui piaceva giocare la palla e lo faceva in modo aggressivo, come pare intenzionata a fare anche questa».
Allora, pur partendo per salvarvi, sfioraste la B. Impresa ripetibile?
«E' difficile. Cammin facendo ci siamo resi conto di avere giocatori di categoria superiore come Ciullo, Papini e Macellari. Anche adesso abbiamo ragazzi con doti interessanti, molti però rappresentano delle scommesse».
Quali sono le sue sensazioni alla vigilia di questa stagione che parte ufficialmente sabato?
«Mi guardo bene dall'illudermi. Sul piano del gioco, considerando che tanti sono nuovi, siamo più avanti di quanto mi aspettassi. Ma nei giovani, più delle qualità tecniche, conta la personalità. Solo quando saremo alle prese con le prime difficoltà potremo capire davvero di che pasta siamo fatti».
Michele Lanati