Chiara, da Frascarolo all'Australia per una spedizione lunga 100 giorni
FRASCAROLO. Dalla Lomellina all'Australia inseguendo il sogno di diventare reporter. Chiara Babilani di Frascarolo ha scelto la via del rischio: questa ragazza trentenne parteciperà all'edizione 2006 diDonnavventura , il programma di Rete 4 che concede a sei volenterose giovani donne l'opportunità di diventare, almeno una volta nella vita, giornalista di viaggio e di poter pubblicare l'esperienza di viaggi estremi sulle pagine di note riviste. Chiara, insieme ad altre cinque ragazze, a un cameraman e al capo spedizione, lascerà l'Italia il 19 agosto per farvi ritorno a fine novembre. E' stata abbinata al magazine Cosmopolitan, su cui appariranno i suoi reportage dalla terra dei canguri. «L'emozione comincia a farsi sentire - racconta Chiara con tutta l'ansia della vigilia -. Per lungo tempo, anche dopo essere stata selezionata, sono rimasta tranquilla, ma una volta iniziati i preparativi per il viaggio l'idea di partire per oltre tre mesi si avverte molto di più».
«Non è detto, comunque, che passerò in Australia tutti i cento giorni previsti - precisa Chiara- a seconda delle necessità, ci sono delle riserve pronte a subentrare».
Come le è venuta l'idea di partecipare?
«Conoscevo il programma tv, ma non sapevo che ci si poteva candidare. Un amico mi ha messo la pulce nell'orecchio: a marzo, tramite il sito internet, mi sono iscritta e poi mi hanno chiamato».
Quali prove attitudinali avete dovuto superare?
«C'è stata una preselezione in cui dovevo presentare me stessa di fronte a una telecamera e sostenere un colloquio. Quindi, in Garfagnana si è svolta la selezione. Ci hanno preparato fisicamente con corsa, mountain bike, arrampicata, prove di guida, percorsi di guerra pieni di fango, verificando la nostra capacità di adattamento e lo spirito di avventura. A fine luglio abbiamo fatto una settimana di addestramento sull'Alpe di Palù in provincia di Sondrio. Li ci hanno insegnato a guidare gli speciali fuoristrada con cui ci muoveremo in Australia e ad usare le attrezzature tecnologiche: videocamere, fotocamere, laptop, gps...».
La concorrenza è stata agguerrita?
«Tutte le ragazze erano motivatissime, nessuna voleva tornare a casa. Io sono stata sempre fiduciosa nelle mie possibilità, fin dal colloquio iniziale ho avuto una serie di sensazioni positive che poi si sono realizzate».
In Australia porta con sè qualche sogno?
«Vorrei lavorare nell'informazione culturale: riviste o programmi tv che parlano di arte, viaggi, animali, ambiente. Spero, attraverso Donnavventura, di inserirmi nel settore. Male che vada, torno a Mede nella ditta di gioielleria dei miei genitori!».
Cosa le mancherà di più e cosa spera di trovare?
«Dovrò rinunciare al contatto quotidiano con famiglia e amici, potrò telefonare pochissime volte. Tuttavia sarà un periodo di grande impegno e concentrazione: lunghe ore di guida, soste per filmare e fotografare, serate passate a visionare il materiale. Dovremo stare attenti ad animali pericolosi, come ragni e serpenti. Non sarà una vacanza, come magari qualcuno potrebbe pensare. E poi troveremo freddo: nell'emisfero australe è inverno».
Che qualità sono richieste per affrontare un'avventura del genere?
«Grande capacità di adattarsi alle situazioni e di convivere con gli altri. L'entusiasmo dovrà spingerci ad andare avanti, senza dare spazio alle piccole beghe della nostra vita abituale. Altrimenti saltano i nervi».
E' mai stata in Australia?
«No, sarà la prima volta. Non ho mai viaggiato neppure in Africa e Asia. Ho girato in tutta Europa e negli Usa. Alle Hawaii ho corso una maratona».
Altre sue passioni?
«Sono laureata e appassionata di filosofia, ma ora dovrò accantonarla per un bel po'! Mi piace leggere romanzi e sono molto sportiva: corro e gioco a beach volley. Preferisco gli sport di squadra».
Francesco Mecucci