Il dottor Ragni parla ai giovani

PAVIA. Il canoista pavese Franco Ragni si è fatto un bellissimo regalo per festeggiare al meglio i cinquant'anni che ha compiuto domenica scorsa: conquistare, cioè, due titoli italiani nel K4 sui 1000 e 5000 metri, oltre ad una medaglia di bronzo con lo stesso equipaggio sulla distanza dei 500 metri, ai recenti tricolori master che si sono disputati a Castelgandolfo. La sua personalissima dedica per questi successi va alla figlia Francesca che ha un solo mese di vita, alla moglie Elena ed al padre Fulvio, recentemente scomparso, e suo primo grande tifoso. L'appassionato canoista è socio della Canottieri Ticino, ma gareggia nell'Idroscalo Club anche perché quest'anno nessun altro pavese aveva deciso di scendere in acqua nei tricolori master maschili.
«Alla Canottieri Ticino mi trovo bene e sono contento che ci sia continuità dopo che Antonio Mortara ha passato la mano - spiega Ragni - era un ottimo tecnico, che mi ha fatto innamorare della canoa». Il 50enne pavese oggi però pagaia col body dell'Idroscalo di Milano.
«Ho fatto di necessità virtù, in quanto a Pavia non ho trovato compagni di barca. Qualche anno fa ero anche tornato a gareggiare con la Canottieri, poi Gianni Milani è passato al Cus Pavia e cosi sono tornato alla società di Milano, con la quale gareggiavo tempo addietro. Per me la canoa ha grande importanza. Pagaiare mi rilassa e mi toglie lo stress che invece accumulo nella mia professione medica». Nonostante gli studi in medicina, Ragni non ha mai abbandonato la canoa. «Sono scelte importanti, non facili, ma che alla lunga pagano. Sono amico di Paolo Poli, che vinse una Olimpiade eppure si laureò in medicina col massimo dei voti. Volendo si può benissimo coniugare la laurea con lo sport ai massimi livelli. Certo si fanno dei sacrifici, ma è una scuola di vita importante». Gli unici due pavesi presenti a Castelgandolfo erano Ragni e Nicoletta Milani, entrambi sono tornati carichi di titoli. «Sono felice per come siano andate le gare per entrambi e poi perché anche Nicoletta rappresenta un esempio per tutti i suoi allievi, ai quali può trasmettere personalità ed esperienza. La Canottieri, che conta anche su azzurri come Enrico Calvi e Sara Bonfortuni, nella canoa può ancora scrivere delle pagine importanti». Ragni ha gareggiato in K4 con Angelo Ravanini, Marco Vadori e Michele Mainardi su 500 e 5000, mentre sui 1000 Marco Veronesi ha sostituito Ravanini. «Le vittorie su 1000 e 5000 sono state senza storia: siamo partiti subito forte ed abbiamo tenuto fino in fondo, realizzando un tempo eccellente. Sui 500, invece, che è una gara velocissima è bastato un solo errore per finire terzi. Sono soddisfatto perché ci tenevo a vincere e dedicare i due titoli a mia figlia appena nata, Elena che mi ha sempre incitato e mio padre scomparso solo un mese fa e che mi ha sempre incitato a conciliare sport e studi, principi che vorrei trasmettere a tutti i giovani». (m.sc)