Clandestini, boom di fermi

STRADELLA. Impegno crescente sul fronte dell'immigrazione clandestina. I dati dei controlli effettuati dalla Compagna dei carabinieri di Stradella presentano un netto incremento delle persone espulse o arrestate perchè non in regola con i permessi di soggiorno. Operazioni che sono spesso balzate agli onori della cronaca come il blitz nei laboratori abusivi dove venivano sfruttati gruppi di cinesi. Sono emerse situazioni di grave degrado sociale: una rete clandestina che alimentava il lavoro nero. I carabinieri della Compagnia di Stradella proseguiranno su questo fronte anche in vista dell'imminente vendemmia. Anzi è stato proprio durante il periodo di raccolta delle uve che è emersa la piaga dell'occupazione non in regola.
Centocinquanta cittadini stranieri espulsi e cinquantacinque persone arrestate nel primo semestre dell'anno in corso. E' quanto emerge dal bilancio parziale dell'attività operativa dei carabinieri della Compagnia di Stradella, guidati dal capitano Andrea Franzoso. Un dato che supera di gran lunga quello emerso dal bilancio dell'attività dello scorso anno quando sono stati 59 in tutto. Il risultato di una serie di controlli e servizi di pattuglie delle Stazioni interessate e del Nucleo operativo e radiomobile, mirati a contrastare il fenomeno della clandestinità e lo sfruttamento di cittadini extracomunitari. In alcuni casi, come ad esempio a Broni, i carabinieri hanno operato in collaborazione con la Polizia Urbana locale. A cadenza periodica, sono state soprattutto alcune zone di Broni, Stradella e Santa Maria della Versa, ad essere controllate. Stabili affittati a cifre da strozzinaggio a stranieri costretti a vivere in siutuazioni a dir poco malsane e precarie. Situazioni che hanno portato anche alla denuncia di proprietari di case della zona. E poi ancora, cantieri soprattutto adili, ma anche aziende agricole, finite nel mirino dei controlli, con titolari d'imprese denunciati per sfruttamento e assunzioni non in regola con le vigenti norme sia per quanto riguarda la normativa fiscale che di sicurezza. Dei 150 cittadini colpiti da decreto di espulsione per violazione alla legge Bossi-Fini, la maggior parte (116) sono di nazionalità romena. Venti sono albanesi, venticinque del Marocco, nove egiziani, un algerino, quattro ucraini, un croato, un equadoreno, un nigeriano, un keniota, due tunisini e cinque cinesi. Per la maggior parte sono uomini, solo una su cinque, è una donna. Cinquantacinque, gli arresti al 30 giugno 2006, contro gli 84 dello scorso anno. Di questi 37 sono cittadini extracomunitari. Per la maggior parte si tratta di persone accusate di non aver ottemperato al decreto di espulsione. Tra gli arrestati c'è anche chi è accusato di furto aggravato in concorso, un altro di spaccio di sostanze stupefacenti e due per aver esibito documenti di soggiorno falsi. Quest'ultimo caso, ha portato anche alla denuncia di di due cittadini bronesi che avevano tentato di approfittare delle disperate condizioni di queste persone per avviare, secondo le indagini degli inquirenti, un traffico di permessi di soggiorno falsi venduti, si dice, a mille euro l'uno. Senza considerare chi ha tentato di spacciarsi con false identità e si è visto scoperto grazie alla banca dati delle impronte digitali, estesa a tutto il territorio nazionale. Analoghi servizi di controllo, verranno intensificati per evitare il ripetersi di 'favelas", in vista della prossima vendemmia.
Pierangela Ravizza