Bellingeri, fame di gol

PAVIA. Centocinquantadue reti segnate nel calcio dilettantistico provinciale con una carriera iniziata a suon di gol già a sedici anni in Seconda categoria con la maglia del Gropello, poi il sogno dell'Eccellenza a Casteggio, prima di fare la spola nelle categorie minori. Davide Bellingeri, 28 anni di Scaldasole, è tra gli attaccanti della nostra provincia ancora nel pieno dell'attività e superata ampiamente quota cento punta all'obiettivo delle duecento reti. La sua è la storia tipica del bomber di provincia, spietato in campo con i portieri avversari e pronto a far gruppo con i compagni di squadra. E' questo il segreto di molte realtà sportive locali, l'amicizia che continua fuori dal rettangolo di gioco e che cementa l'unione tra chi porta la stessa maglia. A Villanova in Seconda categoria, dove gioca ormai da tre anni, Bellingeri è pronto a essere ancora protagonista anche nella prossima stagione.
Le cifre dicono che lei è la classica punta di categoria, tra Prima e Seconda si è sempre messo in luce con un buon bottino di reti.
«In effetti fa piacere quando a fine stagione ti squilla il telefono e società con ambizioni nelle categorie dilettantistiche ti cercano. E' il giusto premio ai sacrifici e ai risultati ottenuti sul campo».
E in base al campionato anche il suo utilizzo tattico è variabile?
«Come caratteristiche sono più una seconda punta, un attaccante che ama partire da posizione esterna, ma all'occorrenza posso giocare anche da centrale».
E nella vita fuori dal campo di che cosa si occupa Davide Bellingeri?
«Sono autista-magazziniere e vivo a Scaldasole con mia moglie e Riccardo, nostro figlio di due anni».
A ventotto anni da bomber di razza l'obiettivo personale è di arrivare a quota duecento?
«Andando avanti cosi le possibilità ci sono, anche perché sono integro fisicamente e penso di poter giocare ancora quattro-cinque anni a buon livello. Tempo per segnare tanti gol ce n'è».
Rimpianti per non esser arrivato a livelli superiori?
«A Casteggio ero arrivato come giovane promettente, ma in Eccellenza ero chiuso da giocatori più esperti come Serandrei, Quaranta, Sperati. Mister Pesatori non dava poi molto spazio a noi giovani, oltre a me c'erano altri tre o quattro ragazzi che potevano avere chance di far bene. Purtroppo rispetto a oggi a quei tempi non c'era la regola dei giovani obbligatori in campo e questo ci ha chiuso le porte per poter sfondare in Eccellenza anche se diciottenni».
Dai rimpianti ai bei ricordi: le annate migliori?
«Sicuramente i primi due anni trascorsi a Mede sono stati molto positivi. I risultati si ottengono con il gruppo oltre che con la qualità dei giocatori a disposizione. Il primo anno abbiamo vinto il campionato di Seconda categoria e nel secondo in Prima siamo arrivati terzi alle spalle di Sant'Alessio e Varzi. Una Medese che mister De Paoli faceva giocare con il tridente offensivo: Pampuri centrale, Franzini a destra e io più a sinistra. Nel campionato di Prima con questa formula ho realizzato 21 gol».
Si identifica in un attaccante, magari della sua squadra del cuore?
«Tifo Inter, ma non ho mai cercato paragoni o similitudini con punte nerazzurre».
Il calcio dilettantistico vive molto sulle esperienze personali, sulle amicizie, anche fuori dal campo. Anche per lei è stato ed è cosi?
«Ai tempi della Medese avevamo creato un gruppo che si frequentava molto anche fuori dal campo. Lo star bene insieme aiuta anche nel calcio. Sono abbastanza disponibile ai rapporti umani e anche a Villanova spesso si esce dopo l'allenamento. E' vero, questo aiuta ad ottenere risultati e a tenere il gruppo unito. A tante esperienze positive posso contrapporne una negativa, ricordo l'annata a Borgo San Siro dove ho fatto fatica anche perché non mi trovavo con l'ambiente e questo si rifletteva anche in campo».
Pronto quindi alla nuova avventura a Villanova?
«La terza consecutiva in una società dove sono partito dalla Terza ottenendo la promozione. Trenta reti nelle ultime due stagioni sono un buon bottino, spero di continuare su questa strada anche nel prossimo campionato soprattutto per la squadra che vuole confermarsi a questi livelli in Seconda categoria».
Enrico Venni