«Ma il Pinot Nero siamo noi»
BRONI. «Oggi parliamo di Pinot...»: Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio, sorvola per una volta su fascette, decreti e controlli. Punta su un altro argomento: il Pinot Nero che dal prossimo autunno potrà fregiarsi (manca solo il si della Comitato vini) della Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Un «sigillo» che potrebbe già fregiare il Metodo classico-2005.
«Un bel risultato, importantissimo. Una svolta: è l'anno del Pinot Nero». Panont spiega con questo lieto evento il convegno-cult organizzato per domenica 3 settembre nell'ambito di Oltrevini con tema: «Perchè soprattutto il Pinot nero nel futuro dell'Oltrepo». «Una provocazione - si affretta a precisare - l'Oltrepo è anche e soprattutto croatina, barbera, bonarda. Vini e uve fondamentali, la base stessa dell' Oltrepo. Ma il Pinot Nero è l'ultima nostra risorsa a livello internazionale che va difesa e valorizzata». Lo sanno da tempo i grandi spumantieri che «attingono» a piene mani tra queste vigne. Pinot Nero è soprattutto spumante. Panont però disegna anche una rotta diversa: «Vinificarlo in rosso, si può e si deve - spiega - Certo non sarà produzione di massa, come non lo è adesso. Un fatto è certo: ogni produttore conosce per nome la propria vigna che regala i grappoli migliori. Si deve far partire da li lo sforzo di qualificare ulteriormente la produzione. Magari poche bottiglie per azienda ma l'immagine globale del territorio sfonderà in Italia e all'estero». Docg, disciplinari, regole severe: eppure è noto da sempre che «cavagne» di Pinot Nero si muovono verso il Piemonte, il Veneto. E non sono solo grappoli, sono anche vini... «Non ci si deve strappare i capelli se il Pinot Nero d'Oltrepo versione Igt va fuori dai questi confini - precisa Panont - Vuol dire che all'esterno riconoscono la bontà di questa nostra tipologia. C'è comunque un ritorno d'immagine che va ora rafforzato al nostro interno. E credo proprio che sia la vinificazione in rosso uno dei punti di svolta». Il progetto, Panont l'ha disegnato da tempo ed ha la forma di una piramide. Adesso è anche tempo di creare una base «ideologica». Il convegno di Oltrevini sembra puntare a questo. Il direttore del Consorzio ha invitato gli ospiti non a caso. «Il professor Attilio Scienza - spiega Panont - è un luminare nel campo dello studio dei vitigni, ci illustrerà in modo scientifico perchè l'Oltrepo possa ritenersi terra d'elite per il Pinot Nero. Poi interverrà Erhard Tutzer, ovvero uno dei più conosciuti vivaisti al mondo. In Tirolo conserva una delle più importanti collezioni di cloni che si conoscano. Tenteremo di ottenere che questa collezione venga trasferita a Riccagioia. Immaginate cosa significherebbe? Infine ci sarà Giacomo Mojoli, presidente internazionale di Slow food e vicepresidente del Comitato vini o che dovrà sancire la nostra Docg...». Può bastare? L'operazione è chiara, forzare sull'equazione Pinot Nero e Oltrepo. Senza dimenticare gli altri vini con relative e comprensibili «ritrosie» da parte di chi li produce. La sfida è lanciata: a questo punto indietro non si torna. (f. g.)