«Le Province sono inutili Ora è tempo di abolirle»
ROMA.Per la semplificazione e la modernità dello Stato il problema non è abolire le Province, semmai è quello di redistribuire le funzioni nell'ambito del sistema delle autonomie. Risponde cosi, in sintesi, il presidente dell'Upi Fabio Melilli a Daniele Capezzone (Rnp) e all'appello del Sole 24Ore per l'abolizione delle Province. La dimensione provinciale è irrinunciabile, sostiene il presidente dell'Unione delle Province Italiane, perchè legata alla storia d'Italia ma anche alla organizzazione attuale delle istituzioni e delle categorie sul territorio. Il problema è semmai appunto quello di mettersi tutti attorno ad un tavolo, Stato, Regioni, Province e Comuni, per semplificare e porre fine alle duplicazioni burocratiche e decidere una volta per tutte «chi fa cosa». «Come dico da tempo - sottolinea - il problema è di riordinare le competenze, eliminando le sovrapposizioni di burocrazie createsi per la volontà di inseguire il federalismo. Ognuno potrebbe dire la sua su quali enti abolire - aggiunge, citando le Comunità montane- ma sarebbe guerra di tutti contro tutti». La questione vera, per Melilli, è dunque quella di dare attuazione al Titolo V della Costituzione sulla distribuzione delle funzioni amministrative, mentre in questi ultimi cinque anni il dibattito politico «si è concentrato solo su chi dovesse legiferare».
«Questo è l'impegno che ora tutti si devono prendere - ribadisce, annunciando per metà ottobre a Milano un convegno dell'Upi sul tema - ma ognuno deve essere pronto anche a rinunciare a qualcuna delle sue funzioni, a cedere una parte di sovranità».