Decreto Bersani, le modifiche non bastano
PAVIA.La Confesercenti interviene con una nota sulla recente approvazione del decreto Bersani. «Il porre la fiducia sul decreto Bersani, (non entriamo nel merito delle responsabilità di questa scelta) non ha permesso un ulteriore miglioramento della legge - si legge nel comunicato -. Nel complesso, le modifiche apportate al testo legislativo non raccolgono le modifiche auspicate, quali, ad esempio, per la parte fiscale, la soppressione dell'obbligo di inviare all'Agenzia delle Entrate gli elenchi clienti e fornitori, la modifica delle nuove scadenze per la presentazione delle dichiarazioni, la soppressione dell'obbligo di pagamento solo per via telematica delle imposte per i soggetti Iva».
«Non ci soddisfa inoltre - continua la Confesercenti - la conferma dell'obbligo dell'invio telematico dei corrispettivi (e non la facoltà come da noi richiesta); cosi come penalizzante permane, per le Pmi della distribuzione, la regolamentazione prevista per la vendita dei farmaci da banco».
«Apprezziamo - aggiunge la nota - le modifiche introdotte agli articoli 3 e 4 del decreto-legge relativi a registri professionali e panificazione. E' stata accolta la nostra richiesta di prevedere, da parte delle Regioni, la possibilità di inibire le vendite promozionali nei periodi che precedono i saldi. La liberalizzazione delle 'promozionali" ci impone però di ripensare ad una politica dei saldi che, forse, è opportuno venga ricondotta ad unitarietà (date uniche in tutta Italia). In caso contrario il saldo rischia di perdere appeal e di essere schiacciato dalle promozioni (tutto a vantaggio delle grandi imprese)».
«Anche se da alcuni anni - conclude il comunicato - sono aumentati gli investimenti per la valorizzazione e riqualificazione delle città, esistono ancora carenze infrastrutturali rilevanti nelle città italiane rispetto a quelle europee che rischiano di far perdere ai centri storici quel ruolo di centralità sociale ed economica che storicamente hanno avuto. E' evidente quindi la necessità di un maggiore livello di investimenti».