«I viaggi fantasma colpa delle Regioni»

ROMA. Oltre che del diretto responsabile dell'agenzia viaggi, allontanatosi dopo aver incassato i soldi di vacanze «fantasma», la responsabilità di casi del genere ricade anche sulle Regioni, «alle quali, per legge, sono demandate le funzioni di vigilanza in questa materia, ma che in realtà non svolgono alcuna attività di controllo». A sostenerlo è il Codacons.
L'associazione dei consumatori interviene sulla sospetta truffa che coinvolgerebbe la Blackstone di Milano. «Le Regioni, infatti - rileva una nota - possono disporre la sospensione dell'autorizzazione qualora vengano accertate irregolarità amministrative o in caso di gravi e ripetuti inadempimenti verso i clienti. Ma questo non avviene praticamente mai». La Regione Lombardia, assessorato al turismo, replica che la competenza è delle province. E ieri la polizia provinciale ha revocato la licenza alla Blackstone. Riccardo P. 33 anni, titolare della Blackstone di Milano, che ha lasciato a terra gruppi di milanesi rimasti senza la vacanza che avevano prenotato e pagato, ha telefonato ieri ai carabinieri. «Volevo andare a spiegarmi con i clienti - ha detto - ma quando ho visto tutta quella gente davanti all'agenzia ho avuto timore e me ne sono andato». Ed ha promesso di costituirsi.
Evitare di rimanere a terra per aver comprato un «viaggio fantasma» si può, basta avere un po' di attenzione. «La prima regola - osserva Alberto Corti, direttore generale dell'Astoi, l'associazione di tour operator che fa capo a Federturismo/Confindustria - è quella di avere prudenza nel decidere a chi rivolgersi, preferendo quelle che si conosce già. Anche se in quest'ultimo caso questo non sarebbe stato sufficiente ad evitare brutte sorprese». In ogni caso, prosegue Corti, uno strumento fondamentale per verificare la serietà di un'agenzia è un controllo sul sito dell'Enit, «dove sono censite tutte le agenzie autorizzate - spiega -, con l'indicazione del titolare e del direttore tecnico». Oppure ci si può rivolgere alla Regione o alla Provincia che concedono le autorizzazioni. Quando poi si comincia ad avviare il rapporto contrattuale, consiglia ancora il direttore generale Astoi, «bisogna stare attenti a che vengano rispettate tutte le formalità - prosegue - a cominciare dalle ricevute scritte per ogni versamento». Gli acquisti su internet sono il 3% del totale. Comunque è bene leggere tutte le condizioni contrattuali prima del relativo click, e in particolare verificare quale è il foro competente su eventuali contenziosi. Se si trova fuori della Ue, è meglio fare prima quattro calcoli sul rischio. Se alla fine le cose finiscono proprio male, c'è il paracadute del Fondo Nazionale di Garanzia, presso la Direzione generale del Turismo, cui ci si può rivolgere inviando una richiesta di rimborso all'indirizzo di Via della Ferratella in Laterano 51, 00184 Roma, accompagnandola con una copia del contratto di viaggio in forma scritta e ricevuta dei pagamenti. «Il Fondo interviene se l'agenzia o l'operatore sono autorizzati - dice Corti - ed i tempi del rimborso sono anche di un anno».