Traffico: prima c'è la sicurezza

Rispondo alla lettera pubblicata il 3 agosto circa le «follie d'estate». Il semaforo in viale Lodi-via Solferino risponde ad una esigenza di sicurezza da tempo posta all'Amministrazione comunale dai cittadini e dal Quartiere.
L'immissione di via Solferino e la svolta a sinistra erano estremamente pericolose e fonte di numerosi incidenti, per non parlare della necessità di limitare la velocità spesso troppo elevata in quel tratto.
Il semaforo risponde a queste esigenze di sicurezza, per l'incrocio e per la velocità, che è e rimane uno degli obiettivi primari dell'Amministrazione. Sicuramente provocherà anche rallentamenti, però una rotonda non era possibile costruirla e non potevamo lasciare la situazione irrisolta.
Prima del semaforo, le code si formavano da viale Campari fino in via Solferino, il semaforo non risolve il problema code, ma consente una migliore immissione da via Solferino degli abitanti del quartiere e una migliore fluidità con meno intasamenti nel tratto Solferino-Campari, anche questo non è secondario.
Ho sentito alcune lamentele da cittadini provenienti da fuori Pavia per le difficoltà ad entrare in città. Stiamo lavorando anche per risolvere questo problema, ma un più agevole ingresso per chi proviene da fuori Pavia non può avvenire a discapito dei cittadini di Pavia e dei quartieri periferici, e credo che i pavesi l'hanno già subito per troppo tempo.
Sapevamo che sarebbe peggiorata la situazione per l'uscita da Pavia anche se è bene ricordarlo a tutto vantaggio della sicurezza. I nostri uffici insieme all'Ufficio Tecnico dei Lavori Pubblici stanno predisponendo un intervento sulla carreggiata per rendere possibile, almeno per qualche mezzo, l'attestazione in una corsia per la svolta a sinistra, per liberare la strada a chi è in uscita da Pavia.
La situazione precedente era leggermente migliore dal punto di vista code, infatti le prime tre auto riuscivano a non bloccare la corsia, ma era una soluzione non a norma e molto pericolosa per la ristrettezza delle corsie soprattutto in presenza di automezzi pesanti o bus.
Santa Teresa: la corsia per la svolta a sinistra sarà rimossa nei prossimi giorni. Non doveva essere fatta, anche se più che di follia si è trattato anche in questo caso di un eccesso di zelo finalizzato sempre a mettere in sicurezza l'incrocio.
Colgo l'occasione per ricordare che dobbiamo essere tutti più consapevoli che spesso la sicurezza, che tutti chiedono giustamente e soprattutto in occasioni tragiche, poi implica sacrifici e qualche disagio. Per noi è chiaro e pur cercando di limitare i disagi, continueremo a lavorare per porre in maggior sicurezza la viabilità cittadina.
Oltre alla sicurezza, lavoriamo anche per chi arriva da fuori Pavia.
Nelle prossime settimane saranno disponibili nuovi parcheggi, stiamo lavorando per rendere più efficiente ed efficace il servizio pubblico per consentire anche un miglior utilizzo dei parcheggi periferici.
Qualche settimana ancora di pazienza e con la fine di settembre la tangenziale e i provvedimenti che potremo adottare in conseguenza per limitare il traffico di attraversamento, ci dovrebbero permettere di avere una migliore mobilità e vivibilità in città, rispondendo anche alle richieste di chi deve accedere alla città.
Concordo sia sui suggerimenti sia sulle piccole cose, la collaborazione e anche la critica costruttiva sono senz'altro utili per migliorare la nostra città che è ciò che credo stia a cuore a tutti.
Roberto Portolanassessore, Comune di Pavia

Indulto, che grave errore
tra sinistra e destra

Colpi di testa estivi. Spinti da irresponsabile protagonismo, di soggettiva e presunta efficenza politica, i nostri governanti, in un anelito congiunto tra sinistra e destra, hanno commesso il più grave errore di alchimia politico-giudiziaria che si potesse realizzare sul piano della sicurezza pubblica.
Vanificando contestualmente la ciclopica opera di ripulitura civico-pubblica operata faticosamente, negli anni, dalla Magistratura penale. In ciò fallendo il precipuo scopo del decongestionamento delle Procure da una miriade di procedure minori attraverso una contestuale amnistia. Anzi, caricandole ulteriormente delle, altrettanto numerose, procedure applicative dell'indulto. E rimettendo nel circolo criminali che, per naturale inclinazione e per questa incoraggiante permissività, ritorneranno a reiterare i loro comportamenti antisociali.
Non l'accorato appello di Giovanni Paolo II, nè una concezione nuova di ricupero sociale, cosi come affermato da alcuni proprietari di tale soluzione, possano giustificare un simile errore.
Errore, per altro, sommato al fatto che si è fallito lo scopo di velocizzare i processi rimuovendo, con una contestuale amnistia per i reati minori, il magma ostruttivo che soffoca le Procure. Oggi, ormai, definitivamente sepolte dalle procedure esecutive di questo ciclopico e indifferenziato indulto. Con la conseguenza di aggiungere pastoie a pastoie e, conseguentemente, mummificare il lento incedere dei processi, che si volevano, da tante parti, velocizzare.
Per questi governanti gli insegnamenti di Cesare Beccaria hanno ovviamente la valenza di frivole barzellette.
Ergo: prepariamoci al peggio, sia sul piano politico che sul piano democratico.
avv. Carlo Dell'AcquaPavia

Bressana, sul ponte del Po
corsia infame per i ciclisti

Siamo due dei tanti pavesi amanti della bicicletta, non solo come mezzo di trasporto, ma come attività fisica ricreativa. Quindi percorriamo le tante strade di campagna che per fortuna ancora esistono nella nostra provincia. Avendo una domenica di luglio deciso di portarci verso la collina, abbiamo imboccato la statale che conduce a Casteggio.
Essendo ovviamente questa strada molto trafficata, giunti al ponte sul Po, presso Bressana, abbiamo scelto di utilizzare la corsia adibita a marciapiede e ad uso dei ciclisti.
A questo punto non è descrivibile la repulsione provata per come l'abbiamo trovata: erano presenti tutte le gamme di spazzatura, dalle cicche di sigarette ai pezzi di copertone, dai vetri ai rami, cartaccia, rifiuti di cibo e bottiglie di plastica.
A ciò si deve aggiungere che verso l'estremità del ponte, il cinto di protezione in ferro che delimita la suddetta corsia risultava deformato forse per un incidente, certo di vecchia data, e quindi non era più possibile passare, se non arrampicandosi e saltettando, con un certo rischio.
A questo punto crediamo che i commenti siano superflui. Ma sorgono alcune domande:
1. Chi deve controllare lo stato delle strade (e in questo caso che strade!)?
2. Per fare le grandi opere si è deciso di sopprimere le piccole?
3. Come mai in quella che è la più grande pianura d'Italia non si fa nulla per il popolo dei ciclisti?
4. Si è deciso che la gente si deve spostare solo con l'alta velocità o comunque solo con mezzi che consumano carburante?
5. Ed infine non è la Lombardia la regione italiana economicamente più forte e competitiva? (Ma non riesce a tenere in ordine neppure i ponti sul fiume più importante d'Italia).
Anna Amileni e Angelo CipollaPavia

Mondiali di calcio
con il fascino della radio

Ho seguito i passati mondiali di calcio attraverso la radio. Denoto come la Rai abbia fallito trasmettendo in tv solo una partita alla sera cosi che incontri importanti come Germania-Argentina sia stata trasmessa su Sky.
E' vergognoso, mi ricordo come venne trasmesso per intero tutto il campionato dell'altra volta.
E la radio? Grazie vecchia radio, ma quando il digitale sarà legge, ti metteranno in soffitta?
Sergio BarbieriMontebello della Battaglia

Dalle nomine pavesi
alla favola di Ronaldinho

Lo scranno politico che ha caratterizzato la scena pavese negli ultimi mesi non può dirsi esaltante. La scadenza delle nomine e il loro rinnovo ha posto all'agenda pubblica l'urgenza di scelte da compiere: promesse, rinvii, telefonate, riunioni e quant'altro hanno fatto sussultare il parterre pavese.
La pubblicità delle discussioni politiche, sia interne sia esterne ai partiti, non sono state brillanti o forse non sono state e basta! La competenza non è la credenziale più gettonata per ambire a una carica. Bisogna dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte... Si sa, «la politica è cosi»!
A fare da contraltare allo scenario locale, il palcoscenico nazional-popolare offriva alla mia generazione la possibilità di provare l'emozione di un mondiale vinto, ma anche l'amarezza del confronto con il sistema calcio inquinato, corrotto e (in ultima battuta) impunito. Parliamoci chiaro: che qualcosa non andava lo sapevano tutti (e gli juventini, in primis, checché ne dicano), ma, si sa, in Italia dire che tutti sanno che qualcosa non va e averne una conferma tangibile sono due cose ben differenti. Spiace, ma «il calcio è cosi»!
Due mondi non attraenti, simili ma cosi diversi. Diversi perché a un certo punto succede che un allenatore della nazionale un po' fuori dalle righe mette in campo quello magro seduto in fondo alla panchina, ma si quello bruttino con i dentoni che ride sempre e sembra un po' uno scemo e tutti gli dicono che è pazzo perché quello ha solo 17 anni! Il ragazzo entra, si posiziona in attacco e quasi per sbaglio (o perché qualche compagno di squadra crede in lui, ma sono dettagli..) gli arriva la palla tra i piedi, alza la testa e senza pensarci salta l'uomo con un sombrero, tira e fa gol... roba da matti!
La favola di Ronaldinho inizia cosi, il «nuovo profeta del calcio» lo chiamano. Eh... ma se non fosse mai entrato? Se nessuno gli avesse mai dato quella possibilità? Se quell'allenatore fosse stato «normale»?
Il calcio regala a un giovane la possibilità di inseguire un sogno e di rivedersi nel campione che in quel sogno ha creduto. La politica non crede ai (o non vuole i) giovani fuoriclasse senza accorgersi che per una squadra il vivaio giovanile è una risorsa e non un peso. Una squadra con esperienza, ma con gambe stanche corre poco e manca di fantasia.
Elia Bellipresidente della Circoscrizione Pavia Nord