Berlusconi boccia Casini


ROMA.Alle 8 del mattino, in partenza per la Sardegna, Silvio Berlusconi risponde a Pierferdinando Casini, fautore di una «nuova fase politica», senza ostruzionismo in Parlamento. E la mette sull'agrodolce: «Che vuole che le dica. E' agosto: alleato mio non ti conosco». E per ricominciare con la politica, andrà a fine agosto a Rimini con Roberto Formigoni, prima di un vis-à-vis con Francesco Rutelli, piatto forte del meeting annuale di Cl.
Il Cavaliere preferisce glissare su Casini con la scusa della pausa estiva, ma si capisce che ogni cosa estranea alla sua orbita lo infastidisce, specie se desta sospetti di leadership alternative. Sopporta anche una domanda su Ignazio La Russa, geloso perché nessuno di An è mai invitato alle cene di Arcore del lunedi, ma lo acquieta con promesse per il prossimo futuro.
Come al solito, tocca a Sandro Bondi spiegare Berlusconi e replicare non solo a Casini, ma a tutti coloro che pensano a scenari nuovi. Con proposizioni contrapposte, recita: l'opposizione deve essere «ferma ma propositiva»; se non c'è un confronto reale, «opposizione intransigente anche se responsabile». Larghe intese? «Interrogativo mal posto», se prima non si valutano le leggi che propone il governo. Un modo per tenere Casini in quarantena.
Oltre alla scelta aperta dell'Udc, c'è quella di Gianfranco Fini, che ha come pregiudiziale la caduta di Romano Prodi, più probabile di «elezioni vicine». Nella Cdl, Fini vede solo divaricazioni tattiche. Ma il segretario Udc Lorenzo Cesa ribadisce il Casini della «fase nuova» e avverte Fini e altri che «nessuno deve porre pregiudiziali, cosi come non si può essere favorevoli un giorno alle proteste di piazza e l'altro alla ricerca di intese». Ma dentro An, si va oltre Fini: Maurizio Gasparri vede solo opposizione dura e nuove elezioni. La Russa vuole che il governo veda «i sorci verdi». Lo contraddice Angelo Sanza, Fi, fautore di «larghe intese».
Sono spezzoni di un panorama agitato, che Vannino Chiti rinfaccia alla Cdl, dicendo che è in quella casa che regna la confusione e «una babele di linguaggi»: Berlusconi diverso da Casini, Fini diverso da tutti e due, i colonnelli di An che smentiscono il loro leader. E' Casini a dire, osserva Franco Monaco, Margherita, che l'atteggiamento Cdl è «infantilmente ostruzionistico», segno di divisioni strategiche e di una lotta aperta per la leadership. L'allargamento a partiti Cdl o una «grande coalizione» sono «scenari inesistenti», dice Dario Franceschini, Margherita, ma «porte aperte ai singoli senatori dell'opposizione che condividono proposte della maggioranza».
Antonello Soro: dialogo e distinzione dei ruoli. Non entusiasmano Rosy Bindi gli «allargamenti della maggioranza». Il vero fatto politico di questi giorni, dice il verde Paolo Cento, è la divisione strategica dell'opposizione, che usa spesso «linguaggi contrapposti».

Renato Venditti