La manovrina è legge, governo battuto due volte


ROMA. Poco dopo le 17, con 278 si e 193 no a favore della maggioranza di governo, il decreto sulle liberalizzazioni e contro l'evasione ed elusione fiscale è diventato legge dello Stato. Con due soli fuori-programma: il governo è andato in minoranza su due ordini del giorno.
Il primo presentato da Rifondazione che chiede una revisione delle norme sui servizi locali nella finanziaria, fatto passare con i voti anche della Cdl. Il secondo presentato da Paolo Uggè (FI) che impegna il governo a limitare i tetti di spesa previsti dalla Finanziaria nel 2006 per il consorzio nazionale del Parco dello Stelvio. La sostanza del decreto comunque non è stata toccata ed è stata salutata anche dalla stampa estera (Economist) come una modernizzazione del sistema Italia, soprattutto per quel che riguarda il rapporto del cittadino con le banche. I farmaci da banco e quelli che non hanno bisogno della ricetta medica verranno venduti anche nei supermercati, i professionisti non avranno più una parcella minima, mentre i loro guadagni dovranno essere contenuti in un conto corrente dedicato all'attività professionale, e i loro compensi oltre i mille euro per quest'anno, i 500 l'anno prossino e 100 nel 2008, dovranno essere liquidati con mezzi di pagamento rintracciabili dal fisco. Il pane sarà possibile comprarlo anche di notte, come la pizza al taglio, e potrà essere consumato direttamente nei locali. I commercianti potranno fare liquidazioni e sconti non solo nella stagione dei saldi. I calciatori dovranno mandare copia dei loro contratti anche al Fisco, mentre i taxi aumenteranno di numero e faranno due turni per auto. Tariffe fisse per andare all'aeroporto. La provvigione dell'intermediario di polizza assicurativa dovrà essere indicata, mentre l'assicuratore non sarà più monomandatario. Torna l'Iva agevolata al 10 per cento sulle attività di ristrutturazione edilizia.
Felici i consumatori di tutte le sigle, e non solo. L'Assoambiente, l'associazione della Confindustria che rappresenta le imprese che gestiscono i rifiuti, sostiene che la legge «è un primo passo nei processi di apertura dei monopoli pubblici dei mercati locali». Altroconsumo che aveva mandato 12.500 firme al presidente Fausto Bertinotti in sostegno al decreto, ha esortato il governo ad andare avanti nell'energia, nelle telecomunicazioni, nei servizi pubblici di trasporto locale. Soddisfatto anche il ministro Pierluigi Bersani: «La sostanza del provvedimento è chiara e credo che i cittadini abbiano capito che abbiamo lavorato per loro».
Dall'opposizione invece Giulio Tremonti è intervenuto per sostenere che «le liberalizzazioni sono una cosa seria e possono essere fatte solo in modo serio», mentre il ministro Bersani dei taxi «conosce solo la retromarcia». La regola, secondo lui è quella «dei tassisti che aspettano i viaggiatori e non quella dei cittadini che aspettano i taxi». Quanto ai conti pubblici, che la manovra approvata ieri migliora aumentando il gettito e tagliando la spesa (900 milioni nel 2006 e 1,3 miliardi nel 2007), l'ex ministro ha contestato che il risanamento delle casse dello Stato non fosse stato prevista dal governo Berlusconi. Anche l'ex ministro Gianni Alemanno ha sentenziato: «Se questa manovra non verrà rivista al più presto sarà inevitabile un autunno caldo delle categorie produttive».
In aula da segnalare la protesta del Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo. I cinque deputati del gruppo si sono presentati con la bocca coperta da nastro adesivo per denunciare «l'oscuramento nei loro confronti della stampa e in particolare della tv pubblica».

Antonella Fantò