Alcune incongruenze viabilistiche
Due o tre «follie» d'estate da sottoporre al sindaco signora Capitelli, e mi rivolgo al sindaco perché evidentemente i diretti responsabili dei servizi non si sono accorti delle assurdità che (a mio parere) hanno realizzato.
1) Installazione nuovo semaforo all'incrocio viale Lodi/via Solferino. Sono cosi strabiliato che non ho parole!?! Ma avete idea di cosa significhi per la viabilità? E le rotonde?
2) Segnaletica orizzontale appena rifatta al semaforo di S. Teresa. I veicoli provenienti da viale Montegrappa per viale Partigiani perdono una corsia. Ci si può immaginare a settembre con la ripresa delle scuole; avremo una unica interminabile fila lunga chilometri.
3) Piscina comunale scoperta. Per l'accesso alla vasca bisogna attraversare le vasche lava piedi sopra le quali sono poste ben 11 doccette che erogano acqua in continuazione (poiché sono perennemente aperte). Centinaia o forse migliaia di litri d'acqua ogni giorno vengono consumati. Viene da pensare alla penuria d'acqua del Ticino e alla siccità che sta colpendo l'agricoltura o semplicemente al buonsenso.
Sarcasmo a parte, se il signor sindaco avrà occasione di leggere queste righe, forse troverà un attimo di tempo per controllare.
Capisco che possa essere pretestuoso ma è dalle piccole cose e dai suggerimenti dei cittadini che si possono migliorare i servizi.
Lettera firmataPavia
Un viaggio in Danimarca
per l'addestramento cani
Come di consueto anche quest'anno mi recherò a vedere il campionato mondiale di addestramento del W.U.S.W. - l'Asssociazione internazionale ufficiale responsabile della selezione attitudinale del pastore tedesco - che questa volta si terrà dal 4 all'8 ottobre in Danimarca, nella città di Randers che dista quattro ore da Copenaghen via treno. Si sa che ogni anno migliaia di fans ed esperti cinofili attendono con ansia questa spettacolarissima manifestazione riservata alla migliore razza da lavoro che sia mai stata selezionata (e anche per visitare qualche bella città europea) e per questo faccio un appello se qualcuno volesse venire, perchè più persone siamo più si ha la possibilità di usufruire di certe riduzioni o offerte promozionali riservate esclusivamente agli spettatori, visto che le rappresentative delle nazionali partecipanti sono sovvenzionate dalle federazioni cinofile dei paesi che rappresentano.
Questo è il mio numero: 329/0291511 e se qualcuno fosse interessato può digitare su qualsiasi motore di ricerca: WUSW 2006/Randers.
Alessandro D.Pavia
Pavia, i luoghi comuni
della politica culturale
Mi permetto, da semplice cittadino, di inserirmi nella polemica che è scoppiata riguardo al «Festival dei Saperi». Vale la pena di far notare come un successo quest'iniziativa l'abbia già ottenuto; ha riportato all'ordine del giorno il tema della cultura e della promozione turistica del territorio. Mi sento in dovere però di notare come tante critiche mosse all'iniziativa da più parti siano ispirate a un malcostume chissà perché assai diffuso da queste parti: di vedere cioè tutto ciò che parte da Pavia come mediocre o poco interessante. Pavia è una città di medie dimensioni, con una situazione economica non florida come altre città della Lombardia e paga la vicinanza con una delle capitali culturali del paese, Milano.
Queste condizioni impedirebbero altrove una qualsiasi politica culturale.
Invece la città produce una stagione teatrale di valore, una stagione operistica, conferenze e incontri culturali di assoluto prestigio e diverse iniziative di settore organizzate con grande impegno.
Molta gente che critica non vive minimamente la vita culturale di Pavia.
E questo non vuol dire presenziare al «grande evento», ma incoraggiare le piccole iniziative, spendere una serata per andare a vedere un concerto di giovani artisti o lo spettacolo della compagnia teatrale emergente, assistere a una rassegna cinematografica di film indipendenti o sostenere le iniziative editoriali locali.
E cosi tutti criticano, tutti sembrano annoiarsi, ma tante buone iniziative spesso non raccolgono pubblico sufficiente e chi si lamenta è regolarmente tra gli assenti.
Andrebbe ricordato che il successo delle iniziative di Mantova non è solo dovuto a un'amministrazione illuminata, ma a un coinvolgimento diretto di tutta la cittadinanza che partecipa sia come pubblico che come sponsor alle iniziative anche a quelle più apparentemente marginali.
La questione è semplice o i cittadini credono in una reale politica culturale di Pavia, allora devono essere i primi motori: come spettatori e come promotori. O la palla passa inevitabilmente al Comune che organizza a sue spese iniziative e festival come quello dei Saperi, magari sbagliando, ma sperando che la cittadinanza abbia un ruolo più attivo che quello di critica passiva. La terza opzione è quella che si rinunci a ogni politica culturale, mantenendo solo le istituzioni presenti e organizzando pullman per Milano e per Mantova. Anche questa è una via percorribile e si risparmierebbe quel denaro che chissà perché quando viene allegramente sprecato in altri settori passa inosservato, ma quando viene speso per la cultura tutti gridano allo sperpero. Soprattutto in ambito culturale la critica costruttiva è la base del dibattito e del miglioramento, ma non serve a nulla rimpiange sterilmente stagioni culturali di tre decadi orsono. La cultura è andata avanti e oggi per crescere ha bisogno di tutti e se questo comporta assistere a un concerto noioso o a uno spettacolo messo in scena da una compagnia di ragazzi è un prezzo che vale la pena di pagare se si crede davvero nella crescita.
A tante persone che criticano andrebbe posta la domanda: «Cosa hai fatto in tutti questi anni?». Risponderebbero come Robert De Niro alla fine del film «C'era una volta in America«: «Sono andato a letto presto».
Marcello StefanelliPavia
La bandiera italiana
vale più del calcio
In occasione dei mondiali di calcio, nei centri commerciali andava a ruba la bandiera tricolore. Lunedi 10 luglio ogni abitazione la esponeva per festeggiare la vittoria italiana. Successivamente non si è trovata più traccia di bandiere, nessun magazzino le avrebbe più vendute. Personalmente sono contrario poichè nelle feste di precetto e in quelle in cui si commemorano termini di guerra, 4 novembre, 25 aprile e 2 giugno, sarebbe dovere morale e patriottismo perfetto esporle alle finestre. Forse era più importante la finale Italia-Francia?
Sergio BarbieriMontebello della Battaglia