Maturità, tornano i commissari esterni
ROMA. Maturità, si cambia. Il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ieri ha illustrato ai sindacati le novità per gli esami di Stato, contenute in un disegno di legge che domani sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri e a settembre in Senato. Se il testo non subirà modifiche, il 20 giugno 2007 circa mezzo milione di maturandi affronterà un esame profondamente trasformato.
Ammissione e 6 rosso.Intanto, l'accesso alle prove non sarà più automatico. Il ddl rispolvera il vecchio giudizio di ammissione e l'obbligo di sufficienza in tutte le materie. Insomma, per gli studenti, torna l'incubo del «6 rosso», che indica la non sufficienza. I criteri per essere ammessi e per superare gli esami saranno più rigidi, ma aumenterà il valore del curriculum scolastico. L'obiettivo dichiarato è rendere più autorevole la maturità, in una scuola che non sia un puro «diplomificio». L'irrigidimento dei criteri riguarderà soprattutto i «privatisti».
Commissioni miste.Cambia anche la struttura delle commissioni: si torna alla composizione mista, con tre membri interni e tre esterni, più un presidente anch'esso esterno che potrà cumulare al massimo due classi. La proposta di Fioroni ripristina in sostanza la commissione introdotta nel 1999 dall'ex ministro Berlinguer, e ridisegnata nel 2002 dal suo successore, Letizia Moratti, che l'aveva voluta tutta interna e con un solo presidente per ogni scuola.
Premi ai «migliori».Il ddl prevede anche borse di studio e crediti da sfruttare all'università per gli studenti più meritevoli. C'è già una previsione di copertura finanziaria di cinque milioni di euro.
Orientamento in classe.Sono previste forti attività di orientamento per aiutare nella scelta delle facoltà. Saranno direttamente i docenti universitari a svolgere i corsi di orientamento nelle scuole.
Unanime soddisfazione è stata espressa dai sindacati, con la riserva di leggere il testo nella versione approvata dal Consiglio dei ministri. In particolare, per Enrico Panini, segretario generale di Flc-Cgil, con l'arrivo dei commissari esterni «finalmente si cancella una scelta sbagliata del precedente ministro». «La proposta - dice inoltre Panini - consegna due dati politici inequivocabili: si rafforza il valore legale del titolo di studio e si costruisce un quadro di regole trasparenti per le scuole paritarie, che in questi anni hanno beneficiato della cancellazione di ogni vincolo qualitativo». Massimo di Menna, segretario generale di Uil-Scuola, dà «un giudizio positivo perché il testo va nella direzione giusta, in termini di serietà, di un maggiore rigore e della valorizzazione del titolo di studio». Infine, Francesco Crisma, segretario generale della Cisl-Scuola, condivide «l'obiettivo di restituire agli esami la dovuta serietà».
Critiche al ddl arrivano da Loredana Fraleone (Rifondazione), che parla di «proposta deludente», mentre da destra Francesco Pasquali (giovani Forza Italia) contesta il fatto che il ministro abbia illustrato le novità ai soli sindacati, «snobbando studenti e famiglie». (d.fast.)