Kofi Annan cerca uno spiraglio
NEW YORK.Mentre in Medio Oriente la tensione è in continuo aumento al Palazzo di Vetro dell'Onu ci sono stati incontri a porte chiuse per cercare di arrivare a un cessate il fuoco senza spaccare in due la comunità internazionale.
È stato il segretario Kofi Annan a convocare ieri una riunione informale dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Presenti oltre ai rappresentanti di Francia, Cina e Russia anche Stati Uniti e Gran Bretagna che fanno fronte comune per rallentare l'imposizione di una tregua da parte della comunità internazionale.
Il governo di Washington, spalleggiato dal primo ministro britannico Blair, è d'accordo nel dare più tempo a Israele per fermare le milizie di Hezbollah. Ma dopo la strage di Cana anche l'amministrazione Bush ha dovuto fare marcia indietro per far fronte al coro di proteste internazionali che accusano Israele di avere ecceduto nel reagire. Mentre il governo Usa è unito in questa posizione di dare più tempo a Israele, a Londra il premier Blair è isolato anche all'interno del suo stesso governo. Il suo ministro degli Esteri infatti insiste per un cessate il fuoco immediato ma Blair respinge le pressioni per appoggiare la posizione di Bush.
L'ambivalenza del governo americano è apparsa evidente ieri al Palazzo di Vetro con l'ambasciatore John Bolton che ha affermato che «gli Stati Uniti stanno ancora discutendo per capire come procedere». Il segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, inizialmente aveva usato un tono ottimista sostenendo che un cessate-il-fuoco imposto dall'Onu poteve già entrare in vigore entro questo fine settimana. Ma il feroce attacco israeliano a Cana, poche ore dopo che Tel Aviv aveva dato alla Rice la sua parola che non avrebbe attaccato, ha fatto naufragare la possibilità che il Consiglio di Sicurezza possa muoversi cosi in fretta.
Israele si giustifica affermando che la condizione per una tregua di quarantott'ore, che aveva dato alla Rice, era condizionale al fatto che non ci fosse l'esigenza di una risposta d'emergenza. Tuttavia la strage di donne e bambini ha messo in grave imbarazzo il segretario di stato Usa e indebolito la credibilità degli Stati Uniti di intervenire come mediatori.
Nonostante le incertezze di queste ore i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza si dicono fiduciosi che discutere fra di loro insieme al segretario generale sia utile. «È importante organizzare scambi di vedute come questo, presenti poche persone», ha detto Jean-Marc De la Sabliere, ambasciatore francese all'Onu, «ed è per questo che ci siamo riuniti intorno al segretario generale».
La Francia in questi giorni si è attivata presentando il testo di una risoluzione che prevede un cessate il fuoco immediato seguito da un dispiegamento di una forza di pace Onu. Gli Stati Uniti hanno risposto con una loro proposta di un cessate il fuoco solamente dopo che le milizie di Hezbollah sono state disarmate.
Andrea Visconti