Cine sotto le stelle al Vittadini: "Le tre sepolture"

PAVIA.Tre uomini in fuga fra Messico e Texas. Uno è morto da un pezzo, l'altro è l'assassino, il terzo l'amico del morto. Attorno a questi tre personaggi ruota 'Le tre sepolture" il western contemporaneo e picaresco girato lungo il Rio Grande da Tommy Lee Jones, in programma oggi, ore 21.45, al chiostro del Vittadini per 'Cinema sotto le stelle". Tutto inizia nel West Texas, con un poliziotto di frontiera che uccide accidentalmente un contadino messicano (Julio Cesar Cedilo) e ne sotterra il corpo. Il ranchero Pete Perkins (lo stesso Lee Jones), caro amico di Melquiades (il defunto), non si darà pace prima di individuare il responsabile: una volta scoperto, si sostituirà alla risibile giustizia del luogo, rapirà il poliziotto e lo costringerà ad effettuare un catartico viaggio alla volta di un idilliaco eden nelle terre messicane, dove Melquiades avrebbe desiderato essere sepolto. Il percorso inverso di una moltitudine di disperati (i tanti messicani che quotidianamente perdono la vita per tentare l'accesso negli USA) viene raccontato attraverso il cammino forzato che un uomo senza anima (un'eccezionale Barry Pepper) è costretto ad affrontare in nome di un'espiazione che non prevede il sacrificio estremo: alla fine, raggiunto l'inesistente e fantomatico angolo di paradiso, Lee Jones e il cadavere di Melquiades gli avranno insegnato a vivere ed a trovare nel sincero pentimento la chiave di una crescita insperata.
Con un folgorante esordio alla regia Lee Jones porta sullo schermo un emozionante e commovente western di redenzione dall'intonazione cupa e nichilistica che richiama il misconosciuto 'Voglio la testa di Garcia" di Sam Peckinpah, dove ciò che conta è il gioco degli sguardi tra i personaggi, l'atmosfera di suspense primigenia, l'incrociarsi strategico di primi piani scultorei e campi lunghi struggenti e fascinosi, unitamente al nucleo paradossale dei fatti, all'incombere di uno stupefacente paesaggio ed alla scabra verità dei dialoghi. Fondendo armoniosamente realismo e allegoria, comico e macabro, violenza e abbandono, epico e smagato, cinico e sentimentale. (f. c.)